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Sumatra: Minangkabau Mentawai-Nias

Un viaggio attraverso la grande isola di Sumatra dove vive il popolo matriarcale dei Minangkabau, mentre negli arcipelaghi di fronte alle sue coste, troviamo culture interessanti come quelle Mentawai e di Nias

Un viaggio per conoscere alcuni antichi popoli molto particolari, che abitano la grande isola di Sumatra

 

Le donne Minangkabau

Bukittingi è una città degli altipiani e anche la principale località turistica della provincia di Sumatra occidentale, patria del popolo matrilineare dei Minangkabau, che sono forse tra i più cordiali e ospitali del paese.
Il popolo Minangkabau usa un sistema di discendenza materna, nel quale i figli ereditano la posizione sociale e il possesso dei beni dalla madre e non dal padre.

Nella gestione della famiglia il padre ha un ruolo affettivo, la madre invece occupa una posizione di potere e prestigio, nell’educazione dei figli è affiancata da uomini della sua stessa linea di discendenza. 

Questo popolo usa anche la matrilocalità, dopo il matrimonio la coppia si stabilisce nel territorio del gruppo sociale a cui appartenente la sposa e non viceversa, questo succede proprio perché tutti i beni, case e terreni, sono ereditati dalle donne .

Questa forma di matriarcato non deve fare pensare a un totale dominio da parte della donna, questo popolo si basa invece sulla collaborazione uomo/donna, anche se di solito come accade spesso in Indonesia, a lavorare sono più le donne degli uomini.
Nel mondo oltre i Minangkabau dell’Indonesia ci sono anche altre società matriarcali, i Khasi in India, i Mosuo in Cina, la yuchiteca in Messico.

La cosa interessante è la loro struttura pacifista, soprattutto in paesi, dove i maschi hanno sempre sostenuto lotte e battaglie per la supremazia e sopravvivenza.
In questa società si tramandano le proprietà e la successione politica da madre a figlia, di solito è la più giovane a ereditare le proprietà della madre, anche questa di favorire la figlia minore è un’altra curiosa caratteristica di questa cultura matriarcale

Matrimonio Minangkabau tradizionale

Molto curioso il modo com’è organizzato il matrimonio tradizionale della figlia minore;

Minangkabau donne

Secondo l’antica tradizione il futuro sposo dovrebbe rifiutare la proposta di matrimonio, chiedendo alla famiglia della ragazza di catturarlo e spedirlo al villaggio della futura sposa.

Questa cattura sembra che sia molto importante per salvaguardare l’orgoglio maschile.
Ricorda la fuitina che un tempo si usava fare anche in Italia del sud, e che ancora adesso è praticata dai Balinesi, solo che in queste società è lo sposo che rapisce la ragazza, mettendo entrambe le famiglie di fronte al fatto compiuto.

Nella cultura Minangkabau, il marito dopo il matrimonio vive nella casa della moglie, se per qualche motivo il matrimonio non dovesse essere felice, l’unione può essere interrotta senza nessuna procedura penale o sociale, perché in questa particolare cultura il matrimonio non è un contratto vincolante.
Se è vero che l’ambiente domestico è governato interamente dalle donne, gli uomini hanno comunque importanti ruoli come capi politici o spirituali.

Il capo del clan è sempre un uomo, ma questi uomini sono scelti dalle donne, che hanno il diritto di rimuoverli se pensano che non siano in grado di compiere i propri ruoli.

La Leggenda del popolo Minangkabau

La leggenda delle origini di questo popolo racconta che; tutto ebbe inizio a metà del XII secolo, quando mori il re Maharajo Dirajo e lasciò tre neonati avuti da tre mogli diverse.

La prima moglie, Puti Indo Jalito, si prese così cura di tutto il regno, creando in questo modo l’inizio di una società matriarcale.

In queste società gli uomini sono ben inseriti, ma le decisioni prese da tutta la collettività, richiedono sempre il benestare delle matriarche, di cui tutti riconoscono la massima autorevolezza.

In questo popolo le donne hanno le responsabilità maggiori e non solo nell’ambiente familiare, ma anche nella società, tutti gli averi sono riservati alle figlie femmine e l’uomo non è altro che un ospite in casa della moglie.

I beni culturali ed economici si tramandano solo per via femminile, le case per le famiglie allargate sono di proprietà delle donne, ogni persona appartiene al clan della propria madre e l’autorità del clan è la donna più anziana, la matriarca.

Eppure questo sistema è molto attento a ogni problema si presenti nel clan, ritengono più importante far stare bene tutta la comunità, che rispettare leggi e tradizioni.

L’antropologa Peggy Reeves Sanday dell’Università della Pennsylvania, ha studiato a fondo questa civiltà, rilevando che i valori dei Minangkabau sono incentrati sulla cura e sui bisogni della comunità .

E’ bello osservare come i volti delle donne siano sorridenti e pieni dell’allegria, la loro espressività, la bellezza dei loro costumi, i colori sgargianti e la brillantezza dei tessuti.

Ma la cosa più strana è che la maggior parte dei Minangkabau sono di fede islamica, anche se dobbiamo proprio constatare che lo sono nella loro particolarissima maniera, tutta femminile.

I Kubu

I Kubu sono una popolazione aborigena seminomade che vive nelle aree paludose e vicine ai corsi d’acqua delle foreste nel sud-est di Sumatra.

Di questo popolo sappiamo veramente poco, gli insediamenti tradizionali consistono normalmente in gruppi di venti trenta persone che vivono in fragili case fatte di bambù e foglie.

Un anziano funge da capo, ma non esiste una vera gerarchia e anche l’anziano ha poca autorità, questo popolo si nutre dei prodotti della giungla e di piccola selvaggina, non sono allevatori e nemmeno agricoltori, gli animali domestici si limitano a qualche cane e solo qualcuno di loro possiede qualche pollo.

L’abito è composto di un perizoma di corteccia e una fascia per trattenere i capelli. Poco si sa delle loro credenze oltre al fatto che hanno medium, o sciamani, e che fanno offerte agli spiriti.

Mentawai

I Mentawai sono una delle più antiche tribù semi nomadi dell’Indonesia, vivono nelle zone costiere e della foresta pluviale a Sibeut nelle isole Mentawai, che si trovano al largo della provincia di Sumatra occidentale.

Questa tribù è migrata alle Mentawai dalla vicina isola di Nias, hanno vissuto in un perfetto isolamento per secoli, fino a quando queste isole non furono scoperte nel 1621 dagli olandesi.

La lingua Mentawai appartiene alla famiglia linguistica austronesiana,i Mentawai chiamano la loro patria Bumi Sikerei e seguono il loro sistema di credenze animiste chiamato Arat Sabulungan, che collega i poteri soprannaturali degli spiriti ancestrali all’ecologia della foresta pluviale e verso tantissimi oggetti che ritengono sacri .

Se gli spiriti non sono onorati, essi inviano sfortuna e malattie e perseguitano coloro che li hanno dimenticati o offesi.

Questo popolo è caratterizzato da una forte spiritualità, che è espressa con tatuaggi tribali spesso estesi in tutto il corpo, la tradizione del tatuaggio si chiama Titi, è eseguito da uno sciamano chiamato sikerei che usa una canna, carbone di cocco, spesso dei chiodi, o aghi e un legno simile a un martello, lo sciamano prega prima di eseguire un tatuaggio.

I Mentawai credono che questi tatuaggi permettano ai loro antenati di riconoscerli nell’aldilà, questi tatuaggi sono considerati tra i più antichi al mondo, e simboleggiano l’equilibrio con la natura.
Oltre ai tatuaggi i Mentawai usano affilarsi i denti, una pratica che secondo i loro canoni li rende belli.

Simbiosi con la natura

I Mentawai tendono a vivere in simbiosi con la natura che li circonda, ogni volta che raccolgono una pianta o cacciano un animale, prima chiedono il perdono al loro spirito, perché credono che ogni cosa dell’ambiente abbia un’essenza spirituale.

Questa credenza chiamata Arat Sabulungan, rispetta gli spiriti degli antenati, il cielo, la terra, l’oceano, i fiumi e tutto ciò che è natura.

La casa tradizionale Mentawai è chiamata Uma, è una longhouse realizzata con strisce di bambù intrecciate insieme che vanno a formare i muri, mentre il tetto è rivestito con erba e foglie, il pavimento di legno è rialzato dal suolo, le Uma sono decorate con teschi dei vari animali che i proprietari hanno cacciato, di solito in un Uma vivono tre- quattro famiglie.

I Mentawai cacciano usando arco e frecce avvelenate, questo particolare veleno viene estratto da una pianta locale

Negli ultimi anni ai viaggiatori viene data la possibilità di viaggiare in queste isole e stare a contatto con la popolazione sperimentando la vita quotidiana della tribù

Nias

L’isola di Nias si trova a largo della costa occidentale di Sumatra settentrionale, famosa tra i surfers per le sue perfette onde a tubo.

Nias è molto di più di un luogo dove fare surf e divertirsi, l’isola viene chiamata Tanö Niha, Tanö significa terra, mentre il popolo Nias è conosciuto come Ono Niha che significa discendenti dell’umano.

Questo popolo continua a vivere seguendo le antiche pratiche dette fondrakö, che regolano tutti gli aspetti della vita, dalla nascita fino alla morte.

Secondo antiche leggende la tribù Nias ha avuto origine da un albero della vita il Tora Sigaru’a che si trova in un luogo chiamato Tetehöli Ana’a.

Il re Sirao aveva i nove figli che combatterono tra loro per la conquista del trono, furono banditi da Tetehöli Ana’a, arrivarono a Nias e diventarono i primi abitanti.

Dalle ricerche archeologiche condotte sull’isola di Nias, si è scoperto che i primi abitanti potrebbero derivare da migrazione proveniente dall’odierno Vietnam, da Taiwan e dalle Filippine.

Da questi studi è emerso che il popolo Nias non condivide nessun gene con le etnie che vivono nelle isole Andamane-Nicobare nell’oceano Indiano, che sono geograficamente più vicine.

Sebbene sia certo ci sia stata una migrazione dei popoli austronesiani tra Taiwan e l’isola, è ancora incerto se la migrazione sia iniziata da Taiwan a Nias o viceversa.  Secondo antiche leggende la tribù Nias ha avuto origine da un albero della vita il Tora Sigaru’a che si trova in un luogo chiamato Tetehöli Ana’a.

Il re Sirao aveva i nove figli che combatterono tra loro per la conquista del trono, furono banditi da Tetehöli Ana’a, arrivarono a Nias e diventarono i primi abitanti.

Dalle ricerche archeologiche condotte sull’isola di Nias, si è scoperto che i primi abitanti potrebbero derivare da migrazione proveniente dall’odierno Vietnam, da Taiwan e dalle Filippine.

Da questi studi è emerso che il popolo Nias non condivide nessun gene con le etnie che vivono nelle isole Andamane-Nicobare nell’oceano Indiano, che sono geograficamente più vicine.

Sebbene sia certo ci sia stata una migrazione dei popoli austronesiani tra Taiwan e l’isola, è ancora incerto se la migrazione sia iniziata da Taiwan a Nias o viceversa.

Caste e villaggi tradizionali

Nell’isola esiste tuttora una suddivisione in caste, il livello più alto dei dodici è il Balugu, per arrivare a questo livello di casta, occorre avere mezzi per organizzare grandi feste, invitando migliaia di persone, e macellando maiali per diversi giorni.

A Nias si possono ancora vedere villaggi con pietre megalitiche, e sculture di legno tra le più belle e interessanti dell’Indonesia.

I villaggi tradizionali di Nias, avevano imponenti monumenti in pietra e grandi case chiamate Omo Hada, erette su robusti pilastri di legno e con tetti altissimi, la loro costruzione flessibile senza chiodi forniva una comprovata resistenza ai terremoti.

Questi villaggi erano quasi inespugnabili grazie alla posizione strategica, infatti, venivano costruiti sulla cima di un crinale o di una collina.

L’ingresso a questi villaggi era tramite due soli cancelli posti in cima a una ripida scalinata, i cancelli si aprivano su un viale lastricato che attraversava il centro del paese, ai lati del viale si trovavano le case tradizionali.

A Nias si attribuiva grande valore alle figure di legno degli antenati le adu zatua, queste statue erano realizzate dopo la morte di una persona, la forma rappresentava lo status della persona, più importante era la persona morta e più imponente era la statua, potevano variare dai 20 centimetri fino ai 2 metri di altezza.

nias statue
nias statue

Il popolo di Nias credeva che gli spiriti della persona morta si stabilissero nella statua, e le figure degli antenati servivano a garantire il benessere della famiglia, del bestiame dei terreni agricoli.

Durante i rituali erano fatti sacrifici alle statue degli antenati, soprattutto in occasione di nascite, matrimoni, morti.

Oltre le adu zatua, tante altre figure di legno erano fatte per vari scopi, per curare malattie, proteggere i villaggi, invocare esseri soprannaturali, a Nias si producono anche oggetti domestici intagliati con vari motivi:

  • Bari gana’a: portagioie in miniatura.
  • Bowoa Tanö: vaso di terracotta
  • Doghi : una grattugia in legno di cocco usata per grattugiare la polpa di cocco
  • Figa lae: Foglia di banana usata come piatto
  • Haru: un cucchiaio di legno, la base del manico è intagliata con varie forme
  • Katidi: intrecci di bambù
  • Lösu: mortaio e pestello
  • Niru: uno strumento per separare il riso dalla sua buccia
  • Gala: elemento a forma di vassoio in legno
  • Sole Mbanio: un contenitore per bere realizzato con guscio di cocco
  • Tumba, lauru: un boccale usato per pesare il riso

Oltre le statue e gli utensili, di grande importanza anche i monumenti in pietra, che erano esposti di fronte alla casa per mostrare il potere e il rango.
Il behu è un tipo di megalite a forma di colonna verticale, avere molti behu davanti alla casa denota una persona di grande potenza nel villaggio.

La casta nobile ha diversi behu e di dimensioni maggiori rispetto ai cittadini comuni, un tipo di behu chiamato osa-osa è raffigurato con indosso abiti tradizionali, la collana kalabubu, gli orecchini pendenti fondulu o saro dalinga, la testa dell’osa-osa può avere sembianze di un bucero, un cervo o altro.

Sumatra la grande isola 

Sumatra, è un’isola spesso sottovalutata dai viaggiatori, ha invece grandi tesori culturali e naturali, e vale assolutamente un viaggio, inutile dire che isole come Mentawai e Nias hanno mare e spiagge incredibilmente belle

mentawai mare bellissimo
mentawai mare bellissimo
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