sea landscape nature beach

Isole estremo Oriente e Oceania

Le lontane isole dell’estremo oriente e Oceania, profumate di spezie e fiori tropicali, di culture perse nel tempo, di lingue e riti ancestrali.

Mari che hanno tutte le tonalità di azzurro con incredibili barriere coralline ricche di vita e colori.

La verdissima Malesia e la sfavillante Singapore, l’immenso arcipelago dell’Indonesia e le stupende isole australiane. Fino ad arrivare a perdersi nella bellezza esagerata della Polinesia o nella lontanissima e misteriosa isola di Pasqua.

isole estremo oriente e oceania Flores – INDONESIA

<strong>Federica Assirelli</strong>
Federica Assirelli

la bellezza è ovunque, basta saperla vedere

Un’isola che mi è rimasta sicuramente nel cuore è la lontana Flores in Indonesia. La maggior parte dei turisti arriva fino a Bali e Lombok e difficilmente si sposta più ad est. Questo è sicuramente uno dei motivi del fascino di Flores: l’essere poco turistica.

Percorrendo una delle sue poche strade, vi sentirete un po’ come se steste conquistando un nuovo mondo. Tutto ciò porta con sé anche delle difficoltà e consiglio questa isola solo se si è veramente in grado di adattarsi a servizi davvero minimali. Altrimenti meglio fermarsi altrove.

Nonostante ciò, l’isola lascerà un segno nei vostri ricordi.

Flores è completamente ricoperta di foreste ed il verde è il colore predominante. Spostandovi da una località all’altra vedrete solo alberi fitti. E poi, appena si diradano, incontrerete piccoli villaggi di capanne di legno con uno strano tetto di paglia molto alto.

Bungalow a Flores by Federica Assirelli
Bungalow a Flores by Federica Assirelli

Spesso le capanne sono su palafitte perché da queste parti le piogge sono torrenziali. Ogni tanto si vedono anche degli scorci di mare cristallino. Flores non è famosa per il mare, ma ci sono alcune spiagge da cartolina: sabbia bianchissima e mare turchese. È possibile fermarsi a dormire nei pochi bungalow sulle spiagge, ma molti non hanno nemmeno la corrente elettrica e sarà un’avventura in tutti i sensi!

kelimutu

Ma l’attrazione principale dell’isola, il motivo per cui la maggior parte dei turisti arrivano fino a lì, è il vulcano Kelemutu con i suoi tre laghi colorati. Immaginate tre laghi all’interno dello stesso grande cratere, tutti e tre in colore diverso! Come se non bastasse, i laghi cambiano colore nel corso degli anni: dal bianco al turchese al blu, dal rosso al marrone!

La scienza ha dato la sua soluzione a questa particolarità. Si tratterebbe di continue e diverse reazioni chimiche dovute alla riduzione dell’ossidazione e ai gas vulcanici, ma i Lio, l’etnia locale, credono fortemente che i laghi siano il luogo di riposo degli spiriti che lasciano il corpo dopo la morte. Uno dei tre laghi sarebbe per gli spiriti dei morti anziani, uno per i giovani e l’ultimo per gli spiriti malvagi o a quelli appartenenti agli esseri soprannaturali. I colori dei laghi cambierebbero a seconda dei propri ospiti.

In ogni caso i laghi sono meravigliosi e valgono il viaggio. Ricordate di guardarli anche dall’alto se lascerete l’isola in aereo.

Flores non ha un aeroporto internazionale ma ci arrivano voli da Java e da Bali. È raggiungibile anche in battello dalle altre isole, ma i tempi sono molto lunghi.

perhentian – malesia

<strong>DEBORA ARONE DI VALENTINO</strong>
DEBORA ARONE DI VALENTINO

La grande bellezza è il mondo, l’emozione più intensa è la sua scoperta

La Malesia con le sue isole, le Perhentian sono entrate nel mio immaginario molto presto.

Da piccola adoravo una serie tv degli anni 80, Sandokan la tigre della Malesia, un pirata  gentiluomo che solcava i mari – quelli della penisola malese-  per combattere contro i colonialisti.

Ed io sognavo, fantasticavo, mi immaginavo di navigare nelle acque turchesi, di esplorare la fitta ed impenetrabile giungla pullulante di animali selvatici in compagnia dell’affascinante Sandokan.

Diventata adulta e viaggiatrice il sogno si è trasformato in realtà o quasi.

Non a fianco di Sandokan, purtroppo, sono riuscita finalmente ad esplorare la tanto sognata Malesia e le sue isole, le Perhentian.

Le Perhentian sono un paradiso terrestre straordinario poco note al turismo di massa e per questo ancora autentiche.

Un piccolo arcipelago, situato al largo delle coste orientali della penisola malese, di isole abitate e deserte caratterizzate dal verde brillante di una vegetazione esplosiva ed un mare cristallino dagli splendidi e trasparenti fondali popolati da mille pesci colorati.

perhentian quale scegliere

Le isole principali sono le Perhentian Besar, e Perhentian Kecil, la grande e la piccola,  raggiungibili da Kuala Lumpur con un volo di due ore per Khota Baru.

Dal porto di Kuala Besut o quello di Tok Bali partono le imbarcazioni che in circa 30 minuti sbarcano in una terra meravigliosa, perfetta per chi ama fare snorkeling, esplorare piccole e disabitate isolette o semplicemente farsi baciare dal sole e coccolare dal mare.

A Besar si può decidere di dormire in resort, nulla di lussuoso, tutti posizionati sulle due grandi spiagge mentre Kecil è più adatta per chi desidera alloggi più spartani.

A Besar ho dormito al Perhentian Island Resort , un alloggio molto carino che mi sento assolutamente di consigliare.

Devo concludere confessando che le mie aspettative erano alte, colpa probabilmente di Sandokan, ma le Perhentian in abbinamento alla Malesia non mi hanno deluso anzi… è un paese ancora genuino, la gente è molto gentile ed i luoghi sono straordinari.

Se state pensando di trascorrere la vostra vacanza in un’isola altrettanto bella e suggestiva vi suggerisco qualcosa di più vicino, che ne pensate di Stromboli.

isole estremo oriente e oceania : Kangaroo island – AUSTRALIA

<strong>Claudia Arici </strong>
Claudia Arici

il luogo più bello è quello che ancora non hai visto

Famosa in tutto il mondo per la sua natura spettacolare, Kangaroo Island è la terza più grande isola in Australia e si trova a un paio ad ore a sud di Adelaide. Il modo più comune per arrivare a Kangaroo Island è tramite 45 minuti di traghetto SeaLink da Cape Jervis nella Fleurieu Peninsula a Penneshaw. In alternativa, è anche possibile prendere un volo di 30 minuti da Adelaide all’aeroporto di Kingscote e poi da qui noleggiare una macchina per girare l’isola. 

Kangaroo Island è un’isola ancora molto selvaggia, con pochi conglomerati urbani ed essenzialmente una sola strada che fa il giro dell’isola.

isole oriente e oceania : selvaggia kangaroo

La costa meridionale dell’isola è senza dubbio la più famosa e spettacolare e qui si trovano alcune delle attrazioni imperdibili di Kangaroo Island. P

er gli amanti degli animali ci sono Pennington Bay – dove la sera è possibile ammirare i pinguini che ritornano nelle tane per la notte,  Seal Bay Conservation Park, dove osservare la terza colonia di leoni marini australiani più grande al mondo e il Hanson Bay Wildlife Sanctuary, dove si trovano koala, canguri e wallabies, echidne e possum, pipistrelli ed uccelli.

isole estremo oriente e oceania : kangaroo seal bay by diario dal mondo
isole estremo oriente e oceania : kangaroo seal bay by diario dal mondo

Per gli amanti dell’adrenalina c’è Little Sahara un sistema di dune naturali di circa 2 chilometri quadrati dove potrete “surfare” su una tavola o una slittino o la spettacolare Vivonne Bay per chi preferisce spiaggia e mare. Tutto l’angolo sud-ovest dell’isola è infine occupato dal Flinders Chase National Park, che ospita due delle attrazioni più belle di Kangaroo Island: Admirals Arch e Remarkable Rocks, oltre che una bellissima colonia di foche della Nuova Zelanda che ha preso residenza proprio qui.

Per ritornare verso Penneshaw, invece che rifare la strada percorsa all’andata, potete scegliere invece di scoprire la costa nord dell’isola. Selvaggia, naturale e bellissima, vale davvero la pena fermarsi in una delle sue splendide spiagge, se ne si ha il tempo.

Kangaroo Island è davvero una delle isole più belle non solo dell’Australia ma di tutto il mondo, credetemi!

isole estremo oriente e oceania : Singapore

<strong>Chiara Parodi </strong>
Chiara Parodi

Viaggiatrice per passione, Turista di professione.

Sono arrivata a Singapore per caso, nel 2011, dopo aver girovagato tra le isole indonesiane per un po’ di tempo, ma me ne sono subito innamorata follemente, nonostante la totale diversità rispetto agli altri paesi orientali che avevo visitato.

Stavo tornando a casa, anche se con molta calma, dopo aver vissuto e lavorato in Australia due anni, altrimenti, a Singapore, mi ci sarei sicuramente fermata a vivere per un po’.

Una città-stato di multimilionari che vivono nelle case popolari, già questo mi faceva impazzire.

Un’isola orientale, ma nello stesso tempo anche occidentale. Cioè, si passa dalle tipiche costruzioni asiatiche ai grattacieli in stile americano. Se non sapessi di essere a Singapore, si farebbe sicuramente confusione cercando di capire da che parte del mondo ci si trova. Un mix di culture stranissimo e bellissimo allo stesso tempo.

singapore i divieti

Un’organizzazione e una pulizia mai viste prima, sicuramente anche dovuta ai numerosi divieti, come per esempio quello di masticare chewing-gum, buttare cenere o sigarette a terra, non tirare lo sciacquone dopo aver utilizzato i bagni (che dovrebbe essere scontato, ma come ben sappiamo spesso non lo è) seguiti dalle multe salatissime.

Tutti parlano inglese, e questo, in un paese asiatico dove appena esci dal centro turistico non ti capisce più nessuno, è sicuramente un bel vantaggio.

I taxi costano pochissimo e chiunque se li può permettere per andare al lavoro o in giro per l’isola. Io stessa, che amo viaggiare low cost anche quando non ne sono obbligata, li prendevo per muovermi, vista la comodità e il prezzo. Facile e sicura anche la condivisione.

Ma la cosa che più di tutte mi ha fatta innamorare di Singapore è sicuramente il cibo.

Già amavo la cucina asiatica, ma ricordo che in quel gigantesco mercato aperto, pieno di bancarelle dove andavo tutti i giorni a pranzo, ho davvero perso la testa.

Lo street food migliore della mia vita e sicuramente anche uno dei più economici. Ricordo che con 2 dollari locali prendevo un piatto enorme. Ovviamente, io che sono una food lover, li ho provati quasi tutti nella settimana in cui sono stata li. Praticamente passavo le mie giornate mangiando.

Purtroppo non ho foto. Nell’ormai lontano 2011 non erano così diffuse e non avevo certo un cellulare con macchina fotografica incorporata, ma vi posso garantire che Singapore resterà scolpita nella mia memoria per sempre.

Andateci, perché è davvero un posto imperdibile!

isole estremo oriente e oceania : Sulawesi – indonesia

Morena
Morena

Ogni lasciata è persa

Misteriosa Sulawesi, é il primo aggettivo che mi viene in mente per descriverla. Un’isola tutta da scoprire, particolare soprattutto per la sua cultura e una natura ancora incontaminata.

Se non si ha troppo tempo a disposizione meglio farsi un itinerario. Perché l’isola non è piccola, gli spostamenti da un luogo all’altro sono lunghi ma nel frattempo si può approfittare per godersi bellissimi panorami tra piantagioni di tè, saline, risaie e villaggi.

isole estremo oriente e oceania toraja land view
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Il nostro viaggio è partito da Makassar, la capitale calda e caotica, abitata ancora dai bugis, il più grande gruppo etnico del Sulawesi. merita una visita assolutamente la zona dei Tana Toraja per entrare un pò nella cultura locale.

Qui vengono fatte molte cerimonie rivolte a divinità e spiriti ma soprattutto grandi cerimonie funebri. I funerali per i Toraja sono cerimonie molto importanti che possono durare anche giorni, è possibile per uno straniero assistere ma senza giudicare, sicuramente l’impatto può essere cruento ma è la loro cultura non la nostra.

Se la vivi nel modo giusto sarà un’ esperienza indimenticabile come lo è stata per noi.

cultura toraja

Bisogna essere pronti ad assistere a diverse scene di sacrifici animali( soprattutto bufali d’acqua ) tra l’altro più la persona è importante più bufali vengono uccisi. I bufali per i toraja rappresentano ancora un simbolo di prestigio.

Particolari anche le loro abitazioni di legno elevate come palafitte con il tetto ad arco o barca con bellissimi disegni intagliati, un paesaggio unico al mondo.

Sul tuo cammino ti capiterà spesso d’imbatterti in tombe o bare e da questo si può capire il rapporto particolare che ha questo popolo con la morte e con i morti. E tu ti senti come se fossi stato catapultato in un documentario di “Marco Polo “.

Dopo aver passato diversi giorni tra i toraja un poco di mare non guasta … e che mare.

Spiagge di sabbia bianca accecante e un mare che più azzurro non si può.

Noi ci siamo fermati a Bira beach e a Liukang Island, si può dormire in semplici ma piacevoli bungalow sulla spiaggia lasciandosi deliziare dalla pace dei colori, del rumore del mare e del dolce far nulla. Un viaggio rimasto nel cuore, perché tutte le isole del oriente e dell’Oceania vi colpiranno nei ricordi per sempre.

Bora Bora

Teresa Torsello
Teresa Torsello

Non smetti di viaggiare perché invecchi, invecchi se smetti di viaggiare!

Quando si parla di isole, sicuramente il primo nome che viene in mente alla maggior parte dei viaggiatori è sicuramente Bora Bora. E come potrebbe essere diversamente? Tra le tante isole che costellano i mari del sud è sicuramente la più famosa e la più bella, tanto che viene anche chiamata “la perla del Pacifico”.

E’ una delle tante isole che formano la Polinesia Francese, in particolare il gruppo delle Isole di Sottovento. Raggiungerla dall’Italia è il sogno di tanti, ma è un viaggio davvero molto lungo; vi dico solo che la differenza di fuso orario è di 12 ore, insomma dovrete andare proprio dall’altra parte del mondo.

isole estremo oriente e oceania Bora-Bora
isole estremo oriente e oceania Bora-Bora by nonni avventura

isole estremo oriente e oceania la bellezza

Ma perchè Bora Bora è così rinomata? Forse perchè è stato il set di tanti film; tanto per dirne uno, la versione de Il Bounty con Marlon Brando è stata girata qui. O forse dipende dal fatto che, più di altre isole polinesiane, ssa ha sempre ospitato un turismo d’elite, visti i prezzi tutt’altro che economici.

Ma in realtà è la conformazione dell’atollo a renderlo così speciale: un cerchio di isolotti (che in lingua locale vengono chiamati motu) che racchiudono la laguna più bella del mondo. Al centro un’isola pù grande dominata dal Monte Otemanu, un vulcano inattivo da secoli. Le spiagge sono una vera magia, sabbia bianchissima e l’acqua più trasparente che possiate immaginare; la barriera corallina è una delle più intatte al mondo e ospita una fauna acquatica incredibile, cosa che vi consentirà di fare uno snorkeling fantastico.

Non vi basta? E allora pensate alla popolazione locale, così cordiale e sorridente, persone meravigliose che vi salutano con un “maeva” (benvenuti) al vostro arrivo e un “ia orana” (buongiorno) tutte le volte che vi incontrano. E nessuno la fa con la speranza di ricevere una mancia, anzi, si offendono se cercate di dargliela.

Nusa Lembongan  Bali – Indonesia

Domenica Palamara
Domenica Palamara

Viaggiare è la mia  attitudine dell’anima

Un piccolo paradiso in miniatura: ecco come si può definire l’isola di Nusa Lembongan!

Ubicata a soli trenta minuti di aliscafo dalla rinomata spiaggia di Sanur, la piccola isoletta di Nusa Lembongan rappresenta “un mondo a parte” rispetto all’isola di Bali ed ad altre isole più famose, come le Gili.

Qui ci si arriva dopo aver girato in lungo e in largo l’isola degli Dei, alla ricerca di qualche giorno di relax e di contatto con la natura, in un ambiente ancora non assalito dal turismo di massa.

Fino a circa un decennio fa, le coste ed il mare di Nusa Lembongan erano la meta dei giovani surfisti australiani e dei viaggiatori zaino in spalla, alla ricerca di angoli ancora autentici o di onde da cavalcare!

I pochi chilometri che separano quest’isola da Bali, sono però riusciti a mantenere intatto a tutt’oggi, il fascino e l’appeal  un po’ bohemien di questo fazzoletto di terra!

Sono anche questi (non solo, ovviamente) gli elementi che mi hanno portato a scegliere di soggiornare in questo piccolo Paradiso!

Per coloro che comunque non riescono a stare fermi, non abbiate timori: non vi annoierete assolutamente, perché di cose da vedere a Nusa Lembongan, ve ne sono davvero a iosa!

Iniziando dalle spiagge, ad esempio, una più bella dell’altra, bagnate da un mare cristallino e caldo che invita ad un tuffo! Fate comunque attenzione alle maree ed alle correnti si tratta comunque di un oceano e va rispettato in ogni sua sfumatura!

Da non perdere gli appuntamenti serali con i tramonti, che qui, più che altrove, sono davvero mozzafiato!

una piccola bali

Ma tornando alle spiagge dell’Isola di Nusa Lembongan, non perdetevi Jungut Batu, punto di arrivo di aliscafi da Bali, Mushroom Beach la spiaggia più nota di Nusa Lembongan, Dream Beach, Sunset Beach e Coconut Beach. Ma ci sono anche le scogliere, per ammirare lo spettacolo dell’oceano frangersi contro: resterete incantati davanti alle Scogliere di Mahana Point e di Devil’s Tears (le Lacrime del Diavolo).

Prendete poi un motorino e gironzolate per l’isola, attraversatela fermandovi nei piccoli villaggi, dove la vita trascorre immobile come un tempo, fra riti agli Dei, profumi d’incenso e frangipani ed il sorriso della gente!

Fermatevi alla Foresta delle Mangrovie e a Mangrove Point, facendo un’escursione con la barca fra la fitta vegetazione! Il calore umido della Foresta vi entrerà in ogni poro, quasi avvolgendovi e facendovi sentire parte di questo habitat spettacolare!

Arrivate al Yellow Bridge, per esplorare i villaggi che sono nati nei suoi dintorni e magari, passare alla dirimpettaia selvaggia isola di Nusa Ceningan, per fare il bagno nella favolosa Blue Lagoon o nella più intima Secret Beach!

Per qui amanti delle immersioni o dello snorkeling il mare intorno a Nusa Lembongan e Ceningan, è un vero paradiso! Immergendovi o anche solo sbirciando sotto la superficie dell’acqua, si possono vedere volteggiare come farfalle le mante. Tutto questo al Manta Point!

Vi state ancora chiedendo perché andare a Nusa Lembongan? Il mio consiglio è di viverla, viverla intensamente. Vi saprà stregare!

isole estremo oriente e oceania : Rote – indonesia

Cinzia Bru
Cinzia Bru

I viaggi sono sogni, i viaggiatori sognatori

Tra le isole da vedere in estremo oriente e Oceania è impossibile non citare la meravigliosa Rote

Rote si trova nel Nusa Tenggara Timur, fa parte della reggenza di Kupang il capoluogo di Timor ed è l’isola più meridionale dell’Indonesia.

Rote è tutta da scoprire, vanta bellissime spiagge con finissima sabbia bianca e mare cristallino, dove fare bagni rinfrescanti e un ottimo snorkeling.

Non conosciuta dal turismo è invece famosa tra i surfisti, che arrivano fin qua da Giugno fino ad Agosto per cavalcare le grandi e perfette onde a tubo.

isole estremo oriente e oceania rote bianco e azzurro

Ma quello che rende unica questa lontana isola è la sua natura selvaggia, le sue incredibili spiagge assolate e la possibilità di poter ammirare una cultura ancora intatta.

come arrivare E DOVE SOGGIORNARE a Rote

Dall’Italia è un viaggio molto lungo che richiede diversi voli. Si deve arrivare a Jakarta o a Bali e con un altro volo interno fino a Timor, da quest’ultima è possibile scegliere due alternative, raggiungere l’isola in volo con un bielica o prendere un ferry.

La zona turistica di Membrala si trova a sud e offre la possibilità di soggiorno in strutture per tutte le tasche.

La gente di Rote è gentile ed ospitale, curiosa verso gli stranieri, che spesso sono invitati alle feste o addirittura alla messa della domenica come ospiti d’onore.

Nell’isola si respira l’odore salmastro delle alghe appese ad asciugare al sole. Le lunghe spiagge sono per anime solitarie, per chi ama la compagnia del vento e il rumore del mare e spesso sono divise solo con i porcellini locali, che arrivano fino in riva al mare alla ricerca di piccoli molluschi. A Rote si vive di poche semplici cose, ma si riparte a malincuore perché è difficile lasciare il calore di questo popolo e la bellezza infinita di un luogo così lontano e magnifico.

Isola di Pasqua -CILE

Dove posizionare l’isola di Pasqua? non certo nelle isole dei Caraibi e nemmeno in quelle lontanissime dell’estremo oriente e Australia, non si trova nemmeno in Oceania. La posizione è spesso incerta ma di sicuro c’è che è un’isola lontana, quasi inaccessibile e unica.

Sara
Sara

Dimmi quante ferie hai e ti dirò che viaggi fare!

L’isola di Pasqua è probabilmente il sogno di ogni viaggiatore incallito: remota, misteriosa, iconica. Personalmente sono molto affascinata dalle isole vulcaniche sperse nel bel mezzo del nulla e lei, con quella sua aria da “sai che è difficile avermi”, era in assoluto la regina della mia wishlist.

Su quest’isola si arriva solo tramite aereo con partenza da Santiago del Cile. Chiaramente l’intento generale è quello di preservarla il più possibile e uno dei modi per farlo è anche quello di limitare le persone che arrivano in visita. Tipo una festa a numero chiuso!

la lontanissima isola di Pasqua i moai

Da Santiago partono al massimo due voli giornalieri. I prezzi sono sempre piuttosto cari per cui è caldamente consigliato partire in anticipo perché in un attimo si rischia che salgano alle stelle facendovi passare la voglia…

Giocate di anticipo e non fatevi scoraggiare, questo posto vale tutti i sacrifici!

Ricordo perfettamente quel momento in aeroporto in cui ho preso un caffé da Starbucks e la tipa mi ha scritto sul bicchiere “Sara buen viaje!”. Per me non c’era viaggio più “viaggio” di quello e lì mi sono resa conto che stava per succedere per davvero!

Sono rimasta sull’isola di Pasqua 4 giorni, che è più o meno il tempo medio di permanenza.

Restare meno sarebbe un peccato perché non consentirebbe di vedere tutto. Restare di più sarebbe costoso e razionalmente poco sensato perché l’isola è davvero piccola. In 4 giorni si riescono a vedere tutte le cose principali e anche qualcosa in più!

Tra le cose da non perdere per niente al mondo vi citerei:

– Rano Raraku: ex cratere vulcanico dove si trova la maggiore concentrazione di moai (per me il posto più bello dell’isola!)

– Anakena Beach: spiaggia incorniciata da palme e da una fila di moai

– Rano Kau: un lago sul fondo di un cratere vulcanico. Qui non troverete moai ma i colori spettacolari non mancheranno

– Ahu Tongariki: mai visto un plotone di moai così ordinato e preciso!

Per me sono state 4 giornate di full immersion nella meraviglia, con un sorriso a 32 denti stampato costantemente in faccia!

Unico problema? Al momento di ripartire si sa che difficilmente ci si tornerà una seconda volta quindi si viene pervasi da quel mood capriccioso dei bambini che giocano al parco e non vogliono più venirne via.

Ho fissato con attenzione gli ultimi moai, cercando quasi di inglobarli nei miei occhi. Poi li ho dovuti salutare ma sono abbastanza sicura che quello con occhi rivolti al cielo stesse pensando “beh ma devi proprio?”.

Insomma, l’Isola di Pasqua è davvero bella come la si dipinge nell’immaginario comune? Beh, per me è un grande SI. E l’emozione di vedere un moai per la prima volta è qualcosa che resta per la vita.


Le isole lontanissime dell’estremo oriente e Oceania sono ricche di segreti e bellezze difficili da trovare altrove, valgono veramente il lungo viaggio che occorre fare per arrivarci.

5 commenti

  1. Teresa Scarselli

    Complimenti a tutte, Federica, Debora, Claudia, Chiara, Morena, Teresa (mia omonima), Domenica, Cinzia e Sara! MI avete fatto volare su isole meravigliose, bagnare in mare cristallini, avventurare tra i moai… Un pizzico di invidia, per questi viaggi meravigliosi che avete fatto ce l’ho, lo ammetto. Ma anche tanta ammirazione perché son certa che riuscire a farli è costata fatica e sacrificio. Un abbraccio virtuale a tutte e a tutte l’augurio di nuove meravigliose esperienze!

  2. Eliana

    Io non saprei davvero quale scegliere: mi avete mostrato paradisi idilliaci che mai ho visitato e che spero un giorno di poter vedere: vi invidio in senso buono per i vostri viaggi!

  3. Sara - Slovely.eu

    Post interessantissimo e da salvare!
    Sono stata alle Perhentian e a Singapore anni fa e ho bellissimi ricordi di entrambi i posti, così come di Kangaroo island in Australia.
    Le altre purtroppo mi mancano e mi piacerebbe moltissimo colmare questa lacuna, anche perché adoro i luoghi di mare tropicali! 🙂

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