New Orleans

New Orleans

New Orleans è una città dal fascino unico, racchiude in sè qualcosa di magico, e per me è stato amore a prima vista

New Orleans è conosciuta come la città del jazz, del vodoo, del mardì gras, dei riti esoterici e del buon cibo. Ha un fascino retrò che non può non colpire chi la visita la prima volta. Sono arrivata in questa città dopo un on the road che mi ha portato a scoprire bellissime città del South come Atlanta, Nashville, Memphis, Charlotte, Charleston,… ma non ero preparata a rimanere totalmente affascinata e conquistata da questa incredibile città.

Ho soggiornato nel quartiere francese a pochi passi da Bourbon Street, scelta più che ottima, considerando che l’auto non l’abbiamo toccata per tre giorni girando a piedi tutto il centro città.

New Orleans ed il jazz

Non si può parlare di New Orleans, senza menzionare la musica Jazz che risuona in ogni strada, piazza o caffè. E’ qui che nacque questo stile musicale agli inizi del ‘900, ed è qui che si sviluppò. La parola Jazz venne nominata per la prima volta in città intorno al 1910, tratta da un vocabolo francese relativo alla voglia di vivere.

Il famoso compositore e direttore d’orchestra statunitense Duke Ellington disse: «By and large, jazz has always been like the kind of a man you wouldn’t want your daughter to associate with» (In genere, il jazz è sempre stato come il tipo d’uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia).

Questa descrizione pittoresca si addice perfettamente sia al jazz che a New Orleans. E’ una città magica, caotica, retrò, e quasi peccaminosa, il tipo di città che non “fareste uscire con vostra figlia”.

New Orleans Jazz Band
Jazz Band

Il Voodoo

Il Voodoo ancora oggi è praticato a New Orleans. Ha radici antiche. Arrivò insieme agli schiavi africani che vennero deportati in Lousiana per lavorare nelle piantagioni nei primi anni del ‘700.

Nel XIX secolo chi lo praticava veniva perseguito e punito, ma nonostante il rischio, per gli schiavi era l’unico modo di sopravvivere ad una vita in catene, rimanendo ancorati alle loro origini. Con il tempo alcuni colonizzatori rimasero affascinati da questa pratica, ed il proibizionismo decadde.

Nacquero quindi le prime Voodoo Queen (tutte donne perchè si ritenesse fossero sacerdotesse dell’occulto in grado di destreggiarsi tra pozioni, riti magici ed amuleti). La più famosa Regina del Voodoo fu Marie Leveau. Ancora oggi il suo mito permea la città. Visse 98 anni, e fu sepolta nel St. Louis Cemetery 1#. Ma molti affermano ancora di vederla sotto forma di spirito tra le vie di New Orleans oltre che nel cimitero.

Se siete interessati al Voodoo, troverete nel French Quarter il The New Orleans Historic Voodoo Museum (724 Dumaine Street).

Mentre per i souvenir a tema: Marie Leveau’s house of Voodoo (739 Bourbon Street).

New Orleans Voodoo Shop
Voodoo Shop

New Orleans: the haunted city

Una città così esoterica poteva farsi mancare i fantasmi? Assolutamente no! New Orleans è anche famosa per essere la città più infestata dai fantasmi d’America, tanto da aggiudicarsi il soprannome di haunted city (la città infestata).

Quasi tutti gli edifici del French Quarter riportano storie tragiche degli sfortunati abitanti, che sembrano non voler abbandonare i luoghi di tortura. Molti sono anche i ghost tour acquistabili in loco, che portano i turisti nelle residenze storiche in cui si narra ci siano ancora degli spiriti intrappolati.

Lalaurie’s Mansion

Si trova al 1140 di Royal Street, e se cercate la casa più “infestata” di tutta la città l’avete trovata.

Fu abitata dalla facoltosa Madame Lalaurie, sposata 3 volte (2 volte vedova) che la abitava insieme al terzo marito, alle figlie e agli schiavi. A seguito di un incidente che vide una giovane schiava di 12 anni cadere giù dal balcone e morire, iniziarono le dicerie sulla sua casa, in cui sembrava venissero matrattati gli schiavi che vi prestavano servizio. Per anni queste furono solo voci, ma quando un incendio devastante colpì l’abitazione.

I pompieri giunti per spegnerlo si trovarono davanti ad una casa degli orrori: decine di schiavi, alcuni arsi vivi altri ancora vivi nonostante le l’incendio, mutilati, vittime di esperimenti e sfigurati. La famiglia Lalaurie riuscì a fuggire prima di essere linciata dalla popolazione, ma dopo l’incendio la casa divenne “the haunted house” (la casa infestata).

St. Louis Cemetery 1#

Sono decine le case “infestate” che potrete scegliere di visitare. Mentre se volete andare a caccia di fantasmi nei cimiteri il St. Louis Cemetery 1# è il luogo da scegliere. E’ anche il luogo di sepoltura più ambito della città. In molti alla ricerca dello spirito di Marie Leveau vanno sulla sua tomba, e sembra che i desideri espressi di fronte ad essa, si avverino

Tomba di Marie Leveau
Tomba di Marie Leveau

I vampiri

Ovviamente, come ogni città maledetta che si rispetti oltre alle arti occulte ed i fantasmi non possono mancare anche i vampiri. In realtà questa leggenda ha quantomeno delle basi “storiche”.

Nel XIX secolo, molte ragazze francesi di buona famiglia, ma senza speranza di contrarre un buon matrimonio in Francia, venivano mandate a New Orleans a sposare dei ricchi coloni. Le ragazze venivano segregate nelle cabine delle navi durante il viaggio, affinchè nessuno rubasse la loro “virtù”. Non vedendo per settimane la luce del sole, quando sbarcavano erano pallide come vampiri.

Una volta arrivate in città trasferite immeditamente al Bourbon Orleans Hotel (noto in passato come Orleans Ballroom and Theatre), dove i coloni andavano a “scegliersi” le consorti, che erano soprannominate le ragazze-vampiro per il loro pallore.

Il Mardì Gras

New Orleans però non è solo jazz e misteri occulti. Durante il Carnevale la sua anima più festaiola dà il meglio di sè.

Il Carnevale a New Orleans inizia il giorno dell’Epifania e si conclude a metà marzo con il Super Sunday. Ma è il giorno del Martedì Grasso (Mardì Gras in francese) che si scatenano la follia e gli eccessi carnevaleschi.

New Orleans si tinge di viola, verde ed oro che rappresentano rispettivamente la giustizia, la fede ed il potere. Furono i colori indossati dal re del Carnevale nel 1872 dopo la prima storica elezione (Rex Parade). Da allora i carri allegorici, le collane che vengono distribuite, le maschere ed i costumi sono di questi tre colori.

I cortei con i carri allegorici sono organizzati dalle krewe: si pronuncia come crew, in inglese e significa appunto “gruppo”. I carri vengono seguiti da bande musicali, majorette, e piccoli gruppi di persone in maschera.

Le parate in notturna sono le più ambite, tra il tripudio di luci e colori. I carri sono illuminati a giorno dai led, ma anche dai flambeaux, persone che sfilano con cartelli infuocati. Molti hanno un estintore come zainetto, per sicurezza.

New Orleans Mardì Gras
Mardì Gras

Le tradizioni del Carnevale

Come ogni Carnevale nel mondo anche quello di New Orleans ha le sue tradizioni. 3 sono quelle più singolari:

Collezionare le collane e dobloni

Durante le sfilate vengono lanciate collane, campanelli, dobloni, ciondoli. Accaparrarsi quanti più dobloni (ogni krewe ha il proprio) è un must per i collezionisti che ne fanno incetta anno dopo anno. Se verrete a New Orleans per il Carnevale ricordatevi sempre di raccogliere solo i gingilli che riuscite a prendere al volo, mai quelli da terra (c’è il rischio di vedersi amputata qualche falange tra il caos della folla).

La torta del Re

E’ il dolce tipico del Carnevale di New Orleans. Sono delle ciambelle glassate e farcite di pan brioche. Sono anch’esse colorate con i tipici colori oro, verde e viola. Il suo nome King Cake deriva dai Re Magi, ogni ciambella ha infatti al suo interno una piccola statua di Gesù bambino, chi lo addenta avrà un anno di fortuna ed ha l’obbligo di portare un’altra King Cake alla festa successiva.

King Cake
King Cake

The Zulu Coronation Ball

Se a Venezia c’è il Ballo del Doge, la versione di New Orleans c’è il ballo dello Zulu Coronation. Il suo biglietto d’ingresso ammonta a quasi 2000$, i proventi del ballo vengono donati in beneficenza per progetti sociali della città.

Per scoprire ogni anno gli eventi proposti per il Carnevale in città vi consiglio di consultare questa pagina

La tradizione culinaria di New Orleans

In viaggio mi piace sempre provare la cucina locale, non vado mai alla ricerca dei ristoranti italiani, ma prediligo quelli con cucina tradizionale tipica. Negli Stati Uniti, soprattutto nel Sud, la tradizione culinaria è ben radicata, con squisite pietanze cucinate con ottime materie prime. Il mio viaggio nel Sud mi ha portato ad assaggiare piatti mai provati, e di gusto molto superiore alla tipica cucina americana. Ma a New Orleans il palato è rimasto assolutamente deliziato. Credo di non aver mai mangiato meglio in viaggio, come nei tre giorni trascorsi in questa città.

La cucina di New Orleans ha subito le influenze africane degli schiavi deportati nelle piantagioni, ma anche della cucina francese grazie ai coloni, oltre che quella dei vicini Caraibi. Questo mix unico, grazie anche alle freschissime materie prime (su tutte ostriche e gamberi) ha portato in città una tradizione culinaria di tutto rispetto e conosciuta nel mondo come cucina Cajun.

Se verrete a New Orleans dovrete assolutamente provare:

Il Gumbo

E’ uno stufato tipico della cucina crola, a base di riso, verdure ed okra (un ingrediente che si trova abitualmente negli stati del sud), accompagnato da una proteina che può essere il maiale, il pollo, i gamberi o i frutti di mare. Viene lasciato sobbollire per ore, e viene servito bollente. Non importa la temperatura esterna, anche se ci fossero 35° all’esterno, non riuscirete a non chiederne un’altra porzione.

The Oysters (le ostriche)

Non sono mai stata un’amante delle ostriche, troppo viscide da mangiare crude. Qui a New Orleans invece le cucinano in ogni modo. Le ho provate fritte (deliziose) e le più popolari le Chargrilled Oystercondite con erbette e burro fuso e cotte alla brace.

Red beans and rice

E’ un piatto della tradizione povera. Veniva preparato nelle piantagioni il lunedì con gli scarti della domenica.  Si tratta di uno stufato di legumi e riso, arricchito da carne di maiale, e sembra che tra i suoi più grandi estimatori ci sia stato Louis Armstrong.

Po’ Boy

E’ un panino a base di gamberi fritti. L’origine del nome che è una contrazione delle parole Poor boy (ragazzo povero) sembra derivi da un venditore ambulante di questi panini, che quando vedeva avvicinarsi un operaio al suo banchetto strillava “here comes another po’ boy!” ( ecco che arriva un altro povero ragazzo). Da allora questo particolare panino ha preso questo nome.

Beignet

Sono delle tipici frittelle, che sono diventate il dolce simbolo della Louisiana. Vengono servite a colazione, ma siccome sembrino aiutino anche nei dopo sbornia, al Cafè du Monde (800 Decatur St) vengono servite h 24 e sono le migliori in città

Gumbo
Gumbo

Se questa città ti ha incuriosito e pensi di inserirla in un itinerario ti consigliamo di leggere anche il nostro speciale Sud degli Stati Uniti

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