messico chiapas

Il Messico meno conosciuto

Il Messico meno conosciuto, le zone meno battute dal turismo di massa.

Oggi voglio parlarvi di uno dei miei viaggi in Messico. Il primo è stato nel 99, quando dal Canada andavo per una breve vacanza a Puerto Vallarta.

Da lì è nata la mia passione per questo paese e anche per il suo artigianato, che ho importato in Italia dal 99 per circa 3 anni.

E che mi ha fatto conoscere il paese negli angoli più nascosti del Chiapas, Oaxaca, e dello stato di Jalisco. Con punto di arrivo e partenza, la sempre più suggestiva Città del Messico.

I weekend ad Acapulco, che mi servivano anche a far passare il mal d’altura, che purtroppo mi dava la capitale tutte le volte che arrivavo in aereo.

Ma dopo che scendevo, via terra, in pullman,  risalendo il problema era risolto, ed ecco che Acapulco che era a 4 ore di bus era una meta perfetta.

Messico meno conosciuto

Messico meno conosciuto
Messico meno conosciuto

Ma oggi voglio raccontarvi del mio ultimo viaggio in Messico, datato novembre 2011.

Questo viaggio al contrario di quasi tutti gli altri, l’ho fatto in compagnia una cara amica. Che era stata in Messico anni prima, si è voluta aggregare in questo mio viaggio, in quella parte del  Messico meno conosciuto dove non ero ancora stato.

Arrivati a Città del Messico, stavolta fortunatamente ho sofferto poco il mal d’altura, e quindi siamo rimasti 3 gg a visitare buona parte del centro storico.

I vari musei e poi le case di Frida Kahlo e Diego Rivera, che ci hanno fatto appassionare di questa coppia e del loro modo di vivere l’amore. E girando dentro quelle case, soprattutto nella casa Azul di Frida ci facevano rivivere i loro tempi e la loro arte.

Dopo 3 gg di girare tanto a piedi per le strade della capitale mangiando i vari tacos  e bevendo i loro succhi di arancia in strada.

I bus del Messico, verso Guanajuato

Prendiamo il nostro primo bus per andare a Guanajuato, una delle nostre tappe nel messico meno conosciuto.

La cosa che mi ha sorpreso è stata che rispetto agli  anni precedenti, adesso in autobus c’erano dei controlli severissimi partendo da Mexico city.

Ricordo dopo che eravamo tutti seduti arrivava qualcuno e ci filmava uno per uno.

Arrivati a Guanajuato abbiamo una brutta sorpresa, quello era l’ultimo giorno del festival de Cervantino. Noi avevamo una prenotazione, già pagata con un tour operator per 2 notti.

Arrivati in hotel il proprietario ci dice che aveva avuto il PC rotto e quindi non leggeva più le email(era il 2011😒) quindi non aveva preso la nostra prenotazione.

Per i soldi non c’era problema, ce li ha restituiti subito, ma il problema era che non c’era una stanza libera in tutta la città quel giorno, e noi non volevamo perderci il festival..

Quindi il proprietario che era mortificato ci ha dato 2 materassi e li abbiamo messi nella reception, 😊e per farsi perdonare ci ha offerto 2 notti gratis dal giorno dopo, stavolta in una confortevole stanza.😉

Penso che in molti sarebbero andati via e proseguito il proprio viaggio, ma noi abbiamo fatto bene a restare. Perché a parte il festival Guanajuato è una delle più belle città del Messico che ho visitato.

Il Messico meno conosciuto Guanajuato

Tutta colorata, con case coloniali e tutte ben curate che vederla all’alba dopo il festival già pulita e sistemata ci ha fatto capire quanto i propri cittadini tenevano alla loro città.

Ogni angolo era molto caratteristico e partecipare al festival penso sia stata una gran fortuna.

Perché tutta la città rappresentava un palcoscenico naturale dove si esibivano attori in commedie, cantanti lirici in opere, e anche vari cantanti di ogni genere, uno tra tutti Carlos Santana.

E con bancarelle ben curate dove potevi mangiare di tutto e comprare artigianato locale.

Viaggiare in Messico in bus è il modo più interessante, soprattutto se hai molto tempo e noi avevamo un mese.

Puoi scegliere in base alla destinazione, bus con vari servizi dai più economici ai più cari, e questi ultimi erano davvero comodi.

Avevano dei sedili che si allungavano diventando dei propri letti, quindi noi viaggiavamo di notte, si dormiva e la mattina seguente eravamo a destinazione.

Zacatecas

Il viaggio nel Messico meno conosciuto continua, la nostra destinazione dopo Guanajuato era Zacatecas, la capitale dell’omonimo stato.

Una città coloniale, anche questa ben tenuta, pulita e ricca, piena di banche ristoranti altolocati e gente che andava in giro ben vestita.

Quando siamo arrivati a Zacatecas, era il 2 novembre il giorno dei morti, e la sera c’erano delle feste per strada.

Dove persone vestite in costume che rappresentavano in qualche modo la morte,  ballavano rappresentando la vita gioiosa dopo la morte.

messico meno conosciuto Zacatecas
messico meno conosciuto Zacatecas

A Zacatecas siamo arrivati al mattino e siamo ripartiti la sera del giorno dopo. Per proseguire il nostro viaggio verso Chihuahua, città del nord. Quasi al confine con il Texas, da dove partiva il nostro treno, quello che attraversa il canyon del Barranca del Cobre.

Chihuahua non è una città molto interessante, l’unica cosa interessante è stata visitare la casa di Pancho Villa. E il pranzo in un ristorante tipico del nord, dove abbiamo mangiato due bistecche che erano come le nostre fiorentine. Per il resto possiamo definirla una meta di passaggio.

Il treno El Chepecon stop a Creel

Il mattino dopo partiamo con il treno El Chepe, che appunto da Chihuahua attraversando tutto il canyon, con un paesaggio mozzafiato raggiunge Los Mochis, città sul Pacifico.

Durante il lungo tragitto però facciamo una sosta di 4 giorni a Creel. Città montana da dove è stato possibile fare escursioni sul Canyon del Barranca del Cobre.

Di giorno la temperatura era sopra i 20 gradi mentre la sera si avvicinava allo zero.

Lì avevamo prenotato un cottage di montagna, con il camino che tenevamo acceso tutta la notte, perché per noi siciliani quello era tanto freddo e non eravamo tanto bene equipaggiati. 😊

La città di Creel è molto piccola e dopo 1 giorno conoscevamo tutti, anche i cani, e avevamo cominciato a prendere confidenza con la loro musica. Quella nordenha che era molto folk, e la sera passavano tutti quei pickup con la musica a tutto volume, che rendevano divertenti le nostre serate. Dopo aver cenato in uno dei 2/3 ristoranti della città.

I Tarahumara

Di giorno invece andavamo in giro o con una guida che avevamo conosciuto lì, e che con la sua macchina ci portava a conoscere le zone più interessanti. Oppure affittavamo un quad ed andavamo in giro a scoprire panorami mozzafiato e ad incontrare da vicino i Tarahumara.

donna tarahumara
donna tarahumara

Una popolazione che vive in quella zona dello stato di Chihuahua, ancora in ripari naturali come grotte oppure in capanne, non usando elettricità e mezzi meccanici e vestendo abiti tradizionali.

Le donne con vestiti molto colorati, mentre gli uomini che era più difficile incontrare, con delle vesti bianche che arrivavano sopra il ginocchio. La sera qualcuno arrivava in città con il poncho di lana che li scaldava.

Creel e Los Mochis il Messico meno conosciuto

Il viaggio nel Messico meno conosciuto continua. Nella tarda mattina abbiamo lasciato Creel per continuare il nostro viaggio in treno verso il pacifico. Non prima di salutare tutti quelli che avevamo conosciuto in quei 4 giorni, e loro ricambiavano con il loro classico “ve con Dios”

Il tratto Creel- Los Mochis è quello più bello, e finché c’era luce era un susseguirsi di viste mozzafiato. Che ti facevano restare incollati ai finestrini, e anche se il treno era molto lento,( in totale sono più di 12 ore da Chihuahua a Los Mochis) non ci si annoiava sicuramente.

 treno
treno

Arrivati a Los Mochis la sera, abbiamo avuto il tempo di andare in hotel, cenare e andare a dormire. Anche perché la città di Los Mochis non offriva molto e la sera seguente ci aspettava un altro viaggio.

Direzione Baja California

Stavolta in nave, che ci avrebbe portato a La Paz nella Baja California. Quindi ci rimaneva tutta una giornata da trascorrere in quella zona. Leggendo la nostra guida la località che più ci ha incuriosito è stata El Fuerte.

Un’altra piccola città, soprannominata pueblo magico, era la classica città messicana che immaginavo da bambino.

Quella che vedevo nei film di Zorro, e guarda caso scopriamo che la leggenda narra che una di quelle case,( adesso B&B) era proprio quella di Zorro 😊eccolo il vero Messico, quello meno conosciuto.

Ricordo la visita al comune che era un edificio bellissimo, circondato  da portici in stile coloniale e pieno di gente, con tanti uomini vestiti proprio come dei cow boy.

La nostra giornata è praticamente volata, passeggiando per questa città che ci ha affascinato, per la sua naturalezza e la sua semplicità di mostrarsi. senza volerne diventare un luogo turistico.

Da lì bus per tornare a Los Mochis e subito taxi per Topolobampo da dove partiva la nostra nave per La Paz.

In nave da Topolobampo a la La Paz

Il viaggio in nave è durato una notte, non c’era molta gente e quindi ognuno riusciva a trovare un posto per dormire comodamente.

Così noi ci siamo distesi in più poltrone comodissime, dove abbiamo dormito profondamente per tutto il viaggio.

Dal porto di La Paz, abbiamo raggiunto la città con un taxi collettivo e quindi il nostro hotel.

Il primo giorno ci è servito a riposarci un po’ e ad ambientarci in quest’altra parte del meraviglioso Messico, ci hanno detto che non pioveva da 3 anni, e che la temperatura era sempre intorno ai 26 gradi. E questo ci piaceva molto.

Il giorno dopo abbiamo noleggiato una macchina per una settimana, che avremmo poi lasciato nell’aeroporto di Cabo San Lucas.

Da dove ci saremmo imbarcati su un volo per Guadalajara.

In auto in Baja California

Viaggiare in auto nella Baja California è molto suggestivo. Le strade sono lunghissime e deserte, ornate di cactus da entrambi i lati delle carreggiate. Abbiamo raggiunto spiagge kilometriche e deserte, anche se, il mare era molto freddo e ondoso.

Cabo san lucas
Cabo san lucas

Quindi difficilmente balneabile, ma scoprire quei punti del mondo così poco vissuti ci faceva vivere una esperienza unica.

Lasciando La Paz ci dirigiamo verso sud, passando per Todo Los Santos. Una cittadina sulla costa occidentale della Baja California, dove si dice che lì tanti anni fa’ (anni 70) non c’era niente se non una chiesa.

Hotel California

La strada ancora sterrata e polverosa, e un hotel per la gente di passaggio, stanca del lungo viaggio  che si fermava a dormire.

E proprio lì si è fermata una band americana, dove uno del gruppo ha conosciuto una ragazza, forse la cameriera e che le ha dedicato una canzone.

L’hotel si chiamava e si chiama tutt’ora ” Hotel California” e quella band erano gli “Eagles”.

Adesso Todos Los Santos è cresciuta tanto rispetto a quegli anni, e a quanto pare il successo lo deve proprio a quella canzone.

Abbiamo proseguito il nostro viaggio in macchina lungo la costa ovest fino a raggiungere Cabo San Lucas. Che con la vicina San Jose de Los Cabos, è  tra le zone più turistiche messicane. Molto americanizzata con locali, ristoranti, resort nello stile più statunitense/canadese che messicano.

Lì abbiamo finalmente fatto un po’ di mare, facendo qualche escursione in barca a El arco de Capo San Lucas.

Siamo stati su una spiaggia che era una lingua di sabbia, dove a sinistra c’era il caldo e turchese golfo del Messico, mentre a destra c’era il freddo e blu oceano pacifico.

Guadalajara

Siamo rimasti 3 notti, e poi siamo volati a Guadalajara dove siamo rimasti 2 notti.

Il primo giorno abbiamo visitato la città con il suo bel centro storico, dove la sera diventava molto interessante andare in giro tra bancarelle di cibo. Artigiani, e artisti di strada, dove trovavi sempre qualcosa da comprare, sia da mangiare che come souvenir.

Il giorno dopo invece dato che quella zona un po’ la conoscevo, ho voluto fare conoscere alla mia amica il mercato artigianale. E quindi siamo andati prima a tonalá, dove viene prodotto la maggior parte dell’artigianato messicano.

Dove tutti i giorni è possibile andare in giro tra le botteghe degli artigiani, vedendoli alcuni all’opera, oppure se si capita il giovedì o la domenica si può fare un giro in uno dei mercati artigianali più belli del mondo. Dove tutta la città diventa un mercato artigianale, di giocattoli, oggettistica, abbigliamento, accessori, cibo e bevande e quant’altro. E non ho potuto fare a meno di comprare i presepi, che in passato ne avevo importato tantissimi con successo.

Tlaqupaque

Nel tardo pomeriggio ci siamo spostati nella vicina Tlaqupaque, che prima era un quartiere di Guadalajara poi invece è diventata una città autonoma.

Tlaqupaque è la città degli artisti, tutte le strade sono ben curate con case colorate, belle chiese ed eleganti locali.

La sere era possibile incontrare i mariachi che intrattenevano le persone nei ristoranti,  nei vari locali o giusto per strada e tutto questo ci faceva già essere nostalgici perché il nostro viaggio era giunto al termine.

Il giorno dopo infatti abbiamo raggiunto nuovamente Città del Messico ma questa volta per imbarcarci su un volo che ci ha riportati in Italia.

Dove siamo arrivati pieni di emozioni che ogni giorno questo viaggio nel Messico meno conosciuto, ci ha regalato.

Logo Indonesia con Bru

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