Guatemala e Messico

Guatemala e Messico

Seconda parte del mio viaggio in Messico e Guatemala

I Viaggi di Sere

Dopo il mio viaggiare nel Chiapas, vi avevo lasciato al confine del Messico per attraversare il confine verso il Guatemala.

Il viaggio di ritorno dal Guatemala ed Messico proseguirà da Flores (in Guatemala) e “grazie” ad un lunghissimo viaggio di ritorno sono tornata in terra Messicana nella quale ho visitato : Yucatan, Quintana Roo e Città del Messico

Dal Messico verso il Guatemala

Alle 06.30 prendiamo la lancia prenotata il giorno prima con altri 4 ragazzi. Spagnoli, francesi e tedeschi per un totale di 127 pesos A/R, ovviamente contrattando con la “bigliettaia”. Il paesaggio è stupendo, la sponda guatemalteca del fiume è coperta da una coltre di nubi bianche che nasconde in parte la giungla. L’aria è umida, di un freddo pungente datogli dalla velocità dell’imbarcazione.

Dopo 40 minuti di navigazione arriviamo e prendiamo un collectivo per 200 pesos che ci accompagnerà prima all’ufficio doganale e poi a Flores.

Scopriamo con piacere che da quel lato del fiume, l’orologio segna un’ora in meno! Wow, siamo pure in anticipo!

Dal Messico verso il Guatemala: arrivo a Flores

Sbrighiamo le pratiche di timbro e esborso di 5 dollari americani. Praticamente una sorta di pizzo perché non dovrebbe essere richiesto, chiedo la ricevuta (come consigliato dalla guida), che ovviamente non mi consegnano e ripartiamo.

Il paesaggio è molto differente, grandi distese di praterie con un sacco di cavalli e mucche, palme e il cielo di un azzurro più chiaro.

La strada è sterrata per quasi 2 ore e dopo 1 ora di guida tra villaggi e cittadine arriviamo a Flores in Guatemala.

Ci facciamo accompagnare fino all’ ostello Hospedaje Doña Goya 2’ dove per 200 quetzales (1 GTQ – 0.10 €). Ci danno una stanza spaziosa, con ventilatore e bagno. L’ostello ha una bellissima posizione, con una terrazza che si affaccia direttamente sul lago, attrezzata di amache e fili per stendere il bucato. C’è la possibilità di lavare i panni per 30 quetzales – 3 kg. Connessione internet gratuita per i primi 15 minuti e Wi-Fi in tutta la palazzina.

Guatemala Flores

Usciamo subito a fare un giretto ed ad informarci per l’escursione del giorno seguente. Prendiamo a 60 quetzales il biglietto per il bus delle 05 che ci verrà a prelevare direttamente in albergo e ci porterà a Tikal. E’ inutile girare altrove per chiedere altri preventivi. Tutti offrono lo stesso servizio allo stesso prezzo: bus ogni ora dalle 04 in poi con viaggio di un ora e mezza.

Ci rilassiamo un po’, doccia e usciamo per cena. Giriamo tra le viette costellate di negozi di artigianato locale e ci fermiamo in una specie di sottoscala accanto all’Hotel Petenchel. Dove si cucinano degli ottimi polli alla grigia con contorno e tortillas, 1 lt di birra il tutto per 35 quetzales.

Guatemala: Tikal

Sveglia alle 04.30 (che novità!), il bus è puntuale ma arriviamo al sito alle 06.30. Il sole è già alto e ci incamminiamo verso l’entrata, 51 quetzales. Giriamo il sito salendo sui templi più alti, accessibili con delle rampe di scale in legno e ferro.

La visuale è maestosa e le solite scimmie urlatrici la fanno da padrone. E’ quasi mezzogiorno, il sole è molto caldo è il tasso di umidità altissimo. Dirigendoci verso l’uscita scorgiamo diversi animali: tucani, scoiattoli, tacchini, scimmie e dei strani mammiferi simili a tapiri con un musetto molto dolce. Mangiamo qualcosa al ristorante all’entrata e visitiamo i due musei – Litico e Ceramico – per 10 quetzales entrambi.

Guatemala e Messico Tikal
Tikal

Prendiamo il pullmino per Flores, ci lanciamo nella doccia e un po’ di riposo.

La sera ceniamo al ristorante Cafè Yax-Ha. Dove per 80 quetzales, mangio dei tacos con gamberi mooolto piccanti, guacamole, patate, pomodori, frutta fresca e solita birra Gallo da litro :P.

Dal Guatemala al Messico: il viaggio dannato viaggio verso Tulum

Oggi un lungo dannato viaggio ci porterà dal Guatemala al Messico, nello stato del quintana roo.

Sveglia alle 04.45, per prendere il solito bus che ci preleva dall’ostello per raggiungere Tulum. Mezzo acquistato il giorno prima nella medesima agenzia dove abbiamo preso l’escursione, ottenendo uno sconto sul prezzo del biglietto (200 quetzales).

Cambiamo mezzo dopo poco più di un Km con un bus vero e proprio.

Dovremmo arrivare a Chetumal in tempo per prendere il pullman delle 16 per la destinazione finale ma:

Bus piedi bus: Il lungo viaggio dal Guatemala al Messico

* alle 12 siamo in dogana alla frontiera con il Belize, timbro, pizzo di 10 quetzales. Passiamo con le valigie a piedi i cancelli e attendiamo il timbro e ovviamente pizzo di 30 dollari del Belize (= 220 pesos). Pranzo dell’autista, passaggio del mezzo in dogana, controllo e ripartiamo;

* alle 16 siamo alla frontiera con il Messico, dobbiamo prima uscire dal Belize, timbro, ed entriamo in Yucatan, sempre a piedi con le nostre valigie. L’autista ci informa che è in partenza un bus direttamente dalla dogana per Tulum-Playa del Carmen-Cancun senza raggiungere Chetumal.

Entusiasti e sfiniti accettiamo (50 pesos). Attendiamo che tutti i turisti (anche i più storditi) capiscano che si deve compilare il visto turistico. Se non lo si ha già fatto e far timbrare il passaporto e alle 17.30 partiamo, finalmente.

Dal Guatemala al Messico: finalmente a Tulum

Alle 20.30 siamo a Tulum, alla faccia delle 13 ore da tabella di marcia.

Ci dirigiamo dall’altra parte della strada dove c’è un ostello segnalato anche dalla LP: è pieno, il ragazzo alla reception ce ne consiglia uno poco distante. Ma poco distante troviamo l’Hostal del Sol: VA BENE questo! L’ambiente è molto bello, praticamente nuovo, tutto in legno con cabaña e palafitte, la colazione è inclusa.

Si possono lavare i panni, l’acqua è gratis, la connessione Wi-Fi e un pc ad uso gratuito. Si possono affittare biciclette, attrezzatura da snorkeling e motorini, c’è la cucina e il frigorifero a disposizione degli ospiti, una vasca jacuzzi (con l’acqua verde). I bagni sono in comune ma molto belli e puliti: il PARADISO!

Per 150 pesos ci danno una palafitta-cabaña al primo piano, sulla terrazza, con ventilatore. Doccia e usciamo a mangiare qualcosa da un venditore sulla strada (35 pesos).

Dal Guatemala al Messico: Quintana Roo – Tulum

Oggi ce la prendiamo comoda, sveglia alle 8! Hahaha!

Colazione di Alberto (il gestore) a base di una specie di frittella cotta e Nescafè  e affittiamo le biciclette in ostello (50 pesos).

Ci dirigiamo alla spiaggia, siamo proprio vicini alle Ruinas che erano in programma il giorno successivo e ne approfittiamo per la visita (45 pesos). Anche qui erbetta tagliata, sentieri lastricati, tutto in ordine, molto turistico ma affascinante per la sua posizione a picco sul mare dei Caraibi.

Si potrebbe fare il bagno in una caletta sottostante ma c’è  troppa gente e preferiamo trovare un posto più tranquillo.

Fa caldo, ma tira un venticello piacevole: si, quello da ustione!

Il Cenote Calavera

Decidiamo di fare un giro diverso, prendiamo la strada per Cobà sempre in sella alle nostre biciclette con i freni a pedali e dopo circa 1.5 km, troviamo le indicazioni per il Cenote Calavera (70 pesos). Non è proprio come ce lo immaginiamo, l’entrata è stretta e il sole non penetra in profondità, quindi l’acqua anche se molto pulita risulta scura… maschera e boccaglio non servono, non è molto grande e per la maggior parte della superficie è nella grotta, zeppa di pipistrelli! Ci divertiamo così a fare tuffi, capriole e piroette sulle corde e la scala che permettono l’accesso.

Ci siamo solo noi due e una famiglia di messicani; vediamo luccicare delle monete sul fondo e facciamo a gara a chi le recupera, è un bel pomeriggio, sembra quasi di essere in famiglia!

Torniamo verso Tulum, non abbiamo ancora pranzato, decidiamo di fermarci alla Bodega Aurerra (catena messicana di supermercati) acquistiamo del formaggio Philadelphia e dei cracker e facciamo uno spuntino (buoni i sapori europei).

Torniamo verso la cittadina, parcheggiamo le bici e usciamo a piedi in paese, sbrighiamo alcune cose, torniamo per una doccia e siamo di nuovo in giro, per cenare. Decidiamo di andare al El Mariachi, c’è della musica e i piatti sono invitanti (110 pesos).

La giornata è stata piacevole ma abbastanza stancante, dopo un ottimo gelato italiano acquistato sulla via principale (30 pesos), andiamo a letto.

Tulum Gran cenote

Ci svegliamo alle 8.30, (in questa vacanza sono decisamente mattutina!)

Solita colazione e decidiamo di prendere ancora le biciclette (50 pesos) siamo stanchi di autobus e combi: perché non sfasciarsi definitivamente le chiappe su di un sellino?

Sempre in direzione Cobà, dopo 3 km raggiungiamo il Gran Cenote (100 pesos).

E’ abbastanza presto, ci sono pochissime persone!

Godiamo dell’acqua fresca dopo la pedalata, dei bellissimi raggi di sole che illuminano l’acqua e in men che non si dica arrivano orde di turisti italiani a far casino… mmmmmh ce ne andiamo, ovviamente.

Guatemala e Messico Cenote
Gran Cenote

Raggiungiamo la famosa Playa Paraiso: è davvero uno spettacolo IL MARE mentre la spiaggia è dilaniata da ombrelloni, letti a baldacchino (?), bar, centro massaggi, musica e festaioli provenienti da Rimini ed Ibiza.

Ci allontaniamo da quella baraonda e ci rifugiamo sotto l’unica palma libera. Il sole è veramente insopportabile, effettivamente solo le 13.30… restiamo rifugiati sotto l’albero e facciamo un sacco di bagni in mare. E’ quasi sera, riprendiamo i nostri ottovolanti e torniamo in ostello. Doccia e cena in un locale anonimo, dove per pochi pesos ci danno Tortas, Empanada, una specie di pizza con un sacco d’ingredienti di cui non ricordo il nome e una buonissima Agua de Sabor al lime. (acqua+zucchero+frutta fresca frullata).

Dal Guatemala al Messico: lo Yucatan

Chichen Itza

Sveglia sempre alle 08, colazione di Alberto e alle 09.10 siamo sul bus che ci porta a Chichen Itza, acquistato il giorno prima alla stazione degli autobus Ado sulla strada principale (80 pesos).

Visitiamo il complesso archeologico, non è l’orario ideale per farlo, ci sono molti turisti ma, come sempre facciamo il giro inverso a quello consigliato e ci godiamo le rovine. Anche qui è tutto molto curato, staccionate in legno, prato rasato e ampi spazi aperti.

 Guatemala e Messico Chichen Itza
Chichen Itza

Merida

Al fine dell’escursione prendiamo il bus per Merida (70 pesos). Arriviamo alle 19 circa e sull’autobus conosciamo un ragazzo messicano che ci consiglia il suo alloggio l’Hostal Santa Lucia, ce lo descrive tranquillo, pulito e ben organizzato.

Diciamo che non è proprio così, i suoi standard sono decisamente differenti dai nostri ma, dopo 2 secondi di esitazione, la receptionist ci offre un buon prezzo (100 pesos) per una camera privata con bagno in comune, ventilatore e aria condizionata centralizzata (la camera ha il soffitto confinante con la camerata e viene rinfrescata dal grande splitter posto sopra di noi. L’ostello è ubicato in una palazzina coloniale con annesso cortile, è mal tenuto, presenta i muri scrostati dall’umidità e il materasso è ricoperto da una pelle sintetica nera, ma va bene così!

Siamo abbastanza stanchi ed, il primo ristorante che la guida consiglia, andrà benissimo: El Trapiche. Per 120 pesos mangiamo  una sopa (zuppa) di fagioli neri, una Parillada di carne (grigliata mista) con contorno e agua de sabor a litri.

Facciamo un giro in città, è tutto illuminato con luci calde, carrozze trainate da cavalli sfilano per le strade. è una città molto carina e romantica.

Merida: il secondo giorno

Ci svegliamo verso le 09.30 e facciamo colazione (inclusa nel prezzo della camera) con una frittata, biscotti, cracker, caffè e frutta fresca.

Usciamo e ci dirigiamo in Plaza Grande e rispettivamente al Museo de Arte Contemporanea.  Il Palacio Municipal, il Palacio del Gobierno, il Centro Cultural Olimpio, la Cattedrale  de San Idelfonso e poi ancora. Il Teatro Peòn Contreras con annessa mostra contemporanea, l’Universidad dello Yucatan, altre chiese in diversi quartieri vicini (ingressi liberi).

Merida
Merida

E’ abbastanza presto, mangiamo un boccone e tiriamo sera, Merida non è poi così ricca di attrattive come pensavamo, gironzoliamo per la città. Con il senno di poi avremmo passato un altro giorno a Tulum, ma domani mattina abbiamo l’aereo per Città del Messico: Unica restrizione e prenotazione fatta dall’Italia prima della partenza (70 Euro con Interjet).

Dal Guatemala al Messico: Città del Messico

Siamo stanchi di stare in ostello e alle 01.30 di notte decidiamo di andare in aeroporto visto che non abbiamo confermato la prenotazione.

Pensando di far baldoria toda la noches, ma la giornata “a vuoto” ci ha un po’ spenti. Chiamiamo un taxi notturno (30 pesos) che ci viene a prendere direttamente in ostello dove abbiamo depositato le valigie gratuitamente fino ad allora. Scarichiamo i bagagli, il taxi parte sgommando e ci avviciniamo alle porte automatiche che NON SI APRONO.

Un vigilante notturno ci comunica che l’aeroporto apre alle 04.30.. e ora? Deve aver visto dei punti interrogativi grandi come case nei nostri occhi ed, evidentemente impietosito, ci fa sdraiare in un angolo dell’aeroporto. Dormo, per modo di dire fino alle 04.40. Ci alziamo, imbarchiamo le valigie e saliamo a fare colazione: 70 pesos per un the in tazzina e un muffin? Non ci sono alternative, ma col cacchio che ti lascio la propina! (mancia)

Partiamo in perfetto orario: 06.30 e ci offrono succo d’arancia e biscotti.

L’ arrivo in città

Arriviamo a Città del Messico alle 08.30, recuperiamo gli zaini e ci dirigiamo verso la metropolitana. Che ha una fermata proprio di fianco all’aeroporto (3 pesos e raggiungi qualsiasi angolo della megalopoli).

Raggiungiamo il Zocalo, la piazza principale del Centro Historico. Scegliamo l’Hotel San Antonio, in una vicolo adiacente all’Avenida 5 de mayo, una strada molto centrale. La camera è abbastanza piccola ma accogliente, situata al quarto piano ma c’è l’ascensore. Il bagno è in comune ma lo utilizzeremo solo noi, 100 pesos: ottimo!

Decidiamo di uscire subito, la città ci affascina e non sentiamo la stanchezza della notte insonne. Nella piazza centrale ci sono un sacco di tendoni, una sorta di laboratorio per bambini e non. Di fronte alla Cattedrale è montato un mega palco. Tutti gli edifici che incorniciano la piazza sono addobbati con carta luccicante: tra meno di un mese è la festa del Bicentenario dell’indipendenza Messica!

Città del Messico
Città del Messico

Sulla guida è proposto un itinerario a piedi che fa scoprire diversi edifici del centro storico. Lo seguiamo alla lettera e ci perdiamo in un dedalo di viette, mercati, chiese e palazzi. Molti di questi sono chiusi o in ristrutturazione, la città è in subbuglio per la festa e i preparativi fervono.

Arriviamo al Palacio National (serve un documento d’identità per entrare!) e osserviamo con piacere i Murales di Diego Rivera. Entriamo nella Cattedrale e all’uscita guardiamo incuriositi i riti dei maya. Che si svolgono in piazza con incenso e basilico per purificare l’anima cosi diversi dai nostri.

Abbiamo camminato molto ed è quasi sera decidiamo di mangiare una pizza strana ma molto buona. Cotta in un forno a forma di igloo con delle piastrelle gialle che lo ricoprono alla Pizzeria Vito Corleone (60 pesos). Doccia e facciamo una bella dormita.

Città del Messico: il secondo giorno

Ci svegliamo alle 07.30 facciamo colazione in un posto meraviglio: Los Bisquets Bisquets Obregon in Avenida 5 de mayo con cappuccino e brioches freschissime (35 pesos).

Prendiamo la metropolitana (3 pesos) in Allende, fermata precedente a quella centrale dello Zocalo e raggiungiamo la fermata Coyoacan nel medesimo quartiere. Prendiamo un collectivos che per 5 pesos ci accompagna vicino all’entrata del Museo Frida Kahlo (51 pesos).

Il museo apre alle 10 e decidiamo di fare un giro nel Viveros, un ettaro di bosco zeppo di scoiattoli! I viali sono curati e ci sono un sacco di persone che fanno yoga, jogging e stretching. Ci dirigiamo all’entrata del museo, il quartiere è molto bello, con case eleganti e fantastici scorci su cortili abbelliti da fiori e ferri battuti.

La “Casa Azzura”

La “Casa Azzura” abitata da Frida e Diego Rivera è ricca di quadri, abiti e mobili utilizzati dalla coppia nella loro permanenza in città. C’è anche una mostra di fotografie scattate dalla pittrice.

Raggiungiamo la fermata della metropolitana con un collectivos (4 pesos) e sulla stessa linea andiamo verso la maestosa Basilica de Guadalupe. Entriamo nella chiesa vecchia e in quella nuova, scaliamo la collinetta che porta al tempio e alle due cappelle.

Non ci veniamo per pregare, per pura curiosità. Ma l’aria che si respira è di raccoglimento e devozione in più c’è un panorama mozzafiato sulla città che si estende a perdita d’occhio.

Torniamo alla metro e ci dirigiamo al Museo Mural Diego Rivera (15 pesos) vicino al Palacio de Bellas Artes (ingresso gratuito).

Dobbiamo spedire un paio di cartoline e senza saperlo entriamo nel maestoso Palacio Postal.

Sono quasi le 17, siamo stanchi ma dobbiamo prendere dei souvenir! Corriamo al Mercato Insurgentes e a quello della Lagunilla dove troviamo tutto ciò che speravamo: Articoli d’artigianato in ceramica dipinta, cuoio, magneti e dell’ottima frutta fresca!

Ci fermiamo direttamente in giro per cena, siamo davvero esausti.. Scegliamo il Gilli Pollo dove per 79 pesos acquistiamo un pollo allo spiedo con patatine fritte (del sacchetto). E l’insalata più calorica che abbia mai visto: Viene posizionata sotto ai girarrosto e tutto il grasso che cola dai polli che cuociono, vi si deposita sopra, una scena terrificante!

Coca cola e limonata per digerire il tutto (20 pesos).

Città del Messico: il terzo giorno

Adoro questa città, le sue vie, la gente, persino la metropolitana ma devo vedere Teotihuacan. Ci svegliamo alle 06.15 per prendere la metropolitana sempre da Allende e raggiungere la stazione degli autobus Terminal Norte. Dove ogni 20 minuti ci sono autobus in partenza per il sito archeologico. Entriamo in stazione e ci sono una miriade di desk, il nostro è il nr. 8. Paghiamo i 35 pesos del biglietto che, in partenza alle 07.20, ci porterà a destinazione. Un’ora di tragitto e arriviamo alle “Piramidi”, questo è il nome della fermata.

Le piramidi del Sole e della Luna

Nel cielo ci sono un sacco di palloni aerostatici, fa abbastanza freddo e c’è ancora un po’ di foschia notturna. Siamo tra i primi ad arrivare, paghiamo i 51 pesos dell’entrata e ci dirigiamo verso la Calzada de los Muertos. Ovvero la via principale dove si affacciano gli edifici più importanti del sito. Riconosciamo subito le celebri piramidi del Sole e della Luna e restiamo letteralmente a bocca aperta viste le dimensioni. Percorriamo il viale fino in fondo e ci arrampichiamo sul tempio della Luna fino dove concesso.

Wow.. siamo soli, su quest’altare a mezz’aria e guardando l’altra piramide ci sembra di essere ancora più piccoli.

Scendiamo e risaliamo dopo poco sulla piramide del Sol: è veramente faticoso, gli scalini sono ripidi, ancora umidi della rugiada del mattino. Il sole inizia a farsi sentire e sulla sommità ci sono un gruppo di santoni new age che si abbracciano, baciano e applaudono ricoperti di ametiste e casacche bianche o arancioni… e se invece faceste un po’ di meditazione cosi state zitti? Guardiamo la scena, un po’ sbigottiti e altrettanto incuriositi, non ne capiamo le pratiche e forse nemmeno il senso ma questo luogo è davvero magico… Gli altopiani e la pianura tutt’intorno si estendono a perdita d’occhio, contempliamo ancora un po’ la visuale ma inizia a fare molto caldo. Gironzoliamo ancora un po’ tra templi e palazzi e visitiamo il Museo del Sitio e il Jardin Botanico. Ci dirigiamo verso l’ingresso 2, dove all’incrocio ci raccoglierà il bus delle 11.40 (35 pesos).

Piramidi del Sole e della Luna
Piramidi del Sole e della Luna

Il lungo viaggio verso casa

Torniamo quindi in città, prendiamo le valigie lasciate in albergo e andiamo in aeroporto; il volo di ritorno è alle 18.40 ma non ce la sentiamo di scarrozzare le valigie in giro per la città. In metropolitana è un’impresa epocale muoversi con zaini e bagagli. Anche perché oggi è sabato e tutti sono in centro a passeggiare e fare acquisti scolastici: Lunedì 23 agosto inizia la scuola!

Veniamo travolti, nel vero senso della parola. Dalla folla nella metro ma riusciamo a restare attaccati al corrimano con muscoli che non pensavo di possedere (benedetto spirito di sopravvivenza!). Riportando contusioni in tutto il corpo.

Raggiungiamo il terminal 2, imbarchiamo le valigie e mangiamo qualcosa.

La tristezza per la partenza inizia a farsi sentire, è veramente finita la vacanza…

Salgo sul volo, sono accanto ad una bellissima ragazza messicana dai modi gentili ed eleganti ed io, mi addormento, russando: Credo che non abbia detto lo stesso di me..

Logo Indonesia con Bru

3 commenti

  1. Patrizia Ferlini

    Abbiamo fatto più o meno lo stesso giro in Messico! Concordo sulla fuga dai turisti italiani, ahimè sono davvero caciaroni, ma non voglio generalizzare ovviamente. Esattamente come te, anche io faccio i giri al contrario nelle attrazioni che visito (questa cosa del fatto che non sono sola , la devo dire in giro!). Comunque anche Teotihuacan è stata una bellissima scoperta.

  2. Libera

    Il Messico mi affascina da sempre e penso sia una meta che possa essere perfetta per le mie esigenze di viaggiatrice ma ora devo aggiungere anche il Guatemala , grazie a te

Lascia il tuo commento