Viaggio in Indonesia giava meravigliosa

Yogyakarta : Kami Suka Jalan Jalan

Yogyakarta : Kami Suka Jalan jalan, un lungo viaggio che inizia a Bali, Giava e nell’incredibile isola di Cubadak, per finire nella sfavillante Singapore.

I Viaggi di Bru

L’Indonesia è uno dei nostri paesi preferiti e come potrebbe non esserlo? per chi come noi va pazzo per le isole e ama viaggiare fuori rotta, è una miniera inesauribile di incredibili avventure.

bali

Ancora una volta vi parliamo di Bali e della sua magia, di un’isola che accoglie sempre con il sorriso.

Faremo questo viaggio insieme ad amici che sono venuti a trovarci.

Per prima cosa li accompagniamo in giro per l’isola di Bali, passando da una meraviglia all’altra, iniziamo da uno dei nostri posti preferiti; Le misteriose tombe reali di Gunung Kawi, in fondo a una vallata verdissima si celano queste antiche tombe di re e regine.

Sparsi nell’isola ci sono altri candi simili a questo ma le Gunung Kawi sono le più vaste e interessanti.

Yogyakarta :Bali gunung kawi
Bali Gunung Kawi

Mengwi è un complesso di tempi dove, ammirare gli alti tetti pelinggih meru. Ce ne sono fino a 11 livelli, dedicati a Sang Yang Widhi Wasa. L’ambiente circostante è formato da bellissimi giardini ricchi di fiori, dove è possibile passeggiare in tranquillità.

Ovviamente imperdibile la deliziosa cittadina di Ubud, passando tra verdissime risaie e i villaggi degli artigiani nei suoi dintorni. Conosciamo molto bene questa zona, dove abbiamo diversi nostri angolini che amiamo far vedere ai nostri amici, è sempre un piacere per noi vedere lo stupore di meraviglia negli occhi di chi ci viene a trovare.

Nella nostra breve visita a Bali non possiamo non vedere i due templi direzionali posti sul mare: Di solito lo preferiamo di mattina, perché ci sono meno turisti ma questa volta facciamo uno strappo alla regola e regaliamo a noi e ai nostri amici, un meraviglioso tramonto al Tanah lot.

Viaggio in indonesia tanah lot tramonto
Tanah lot tramonto

emozioni e magie di bali

Forse sarà solo fortuna o il di saper cogliere l’attimo, ancora una volta quest’isola regala grandi emozioni, che poi sono tutto quello che un viaggiatore si aspetta da un viaggio.

Decidiamo di andare al Puru Uluwatu di mattina e ci troviamo in mezzo a una delle più belle cerimonie mai viste, i fedeli sono tantissimi e tutti elegantemente vestiti a festa. Alcune donne stanno preparando i cestini con le offerte, altre stanno allestendo un buffet all’ombra del porticato, dove, gentilmente ci invitano ad entrare. L’anziano che presiede la cerimonia ci invita a entrare nel tempio, osserviamo felici e in silenzio l’evento avvolti nella magia Balinese.

Accompagnare nell’oceano delle tartarughe appena nate, è un sogno che a Bali è possibile realizzare, infatti in molte zone c’è questa iniziativa.

Tenere le piccole tartarughine tra le mani e poi lasciarle andare tra le onde, incontro al loro destino è un emozione unica, rara e preziosa.

bali tartarughina
Bali: tartarughina

L”isola di Bali, ha il sapore dei canang sari le piccole offerte, di fiori di frangipani tra i capelli, di onde impetuose, di templi dagli alti tetti neri, di processioni, di angoli antichi persi nel tempo.

Bali, sei unica e meravigliosa.

Il viaggio in Indonesia continua verso la splendida isola di Giava.

giava

Sorvolando Giava, è impossibile non notare i tanti vulcani dalle bocche spalancate e fumanti, sono oltre 100 molti dei quali ancora attivi.

Arriviamo a Yogyakarta e notiamo subito la differenza con Bali, qua si respira L’Indonesia in ogni sua sfaccettatura.

Un’ora e mezzo di auto e arriviamo al nostro hotel, quattro bungalow immersi nella pace della campagna Giavanese, tra campi di peperoncino, caffè, mais e tabacco. I bungalow sono grandi e arredati benissimo con tocchi originali e pulitissimi.

Ci accoglie Wendy, una ragazza belga che da dieci anni ha trasformato in realtà il suo sogno di aprire un struttura a Giava.

yogyakarta in bici

Mi fido subito del consiglio di Jamal, guida, uomo di fiducia e collaboratore di Wendy. Mi dice che ci farà vivere una Giava diversa, non scritta sulle guide, certo aggiunge Jamal, questo tour richiede spirito di adattamento e mi guarda con la faccia da furbetto.

La mia curiosità è stuzzicata, accetto subito, butto tutti gli appunti scritti sulle cose da fare a Giava. Ancora una volta mi affido al caso e al mio innato istinto e all’esperienza di una guida locale.

Ceniamo a un tavolo comune, insieme con altri due ragazzi olandesi e a una coppia di tedeschi, ci scambiamo opinioni e idee di viaggio. Il cibo è quanto di più buono mangiato in Indonesia, ottimo, fresco e abbondante.

E’ ancora notte quanto il canto dei muezzin ci sveglia, non siamo infastiditi, avremmo dovuto alzarci lo stesso, sono le 4.30. Inforchiamo le bici e muniti di pile partiamo, cercando di seguire Jamal, che fila via sveglio e arzillo come un grillo.

Parcheggiamo le bici in un cortiletto in cima a una salita e proseguiamo a piedi lungo un sentiero tra la boscaglia.

Arriviamo alla cima della collina, fradici di sudore e sbuffando, ci guardiamo intorno, è impossibile restare indifferenti a tanta bellezza.

Dalla boscaglia si leva una nebbiolina, che lentamente si colora di magenta mentre in lontananza si può notare la terrazza più alta del Borobudur e dietro maestoso il vulcano Merapi.

Yogyakarta : Alba indonesiana

Siamo una decina di persone che ammirano in silenzio uno dei tanti spettacoli che solo la natura sa donare.

Yogyakarta alba sulla collina
Yogyakarta alba sulla collina

Ci offrono del caffè preparato dagli abitanti del vicino villaggio è bollente e dall’aroma intenso.

Iniziamo la discesa, mentre Jamal, ci indica le varie piante e l’uso medicamentoso che ne deriva. E’ sorprendete come in natura si possa trovare una cura per tutto, del cibo, piante per tingere tessuti, per ottenere detergenti e tante altre cose.

Il nostro tour mattutino continua, risaliamo in bici e passiamo tra i villaggi: Il vasaio, il produttore di tofu, il fabbricante di statuine di pietra. Non sono fabbriche turistiche, ma abitazioni dei vari villaggi dove, la popolazione è intenta nel lavoro quotidiano.

Tutti sono gentili e ospitali ci salutano e sorridono, che bel clima che si respira in questi villaggi.

Facciamo una breve sosta al mercato di Magelang, è pieno di merce ordinato e pulito. Scambiamo qualche chiacchere con le Ibu dei vari banchetti, suscitando l’ilarità comune e infine andiamo via, ma solo dopo aver comprato delle banane, ovviamente pagate più del dovuto.

Yogyakarta : Mad buffalo e Jamal

Sono le 9.30 quando torniamo alla nostra struttura, affamati ci buttiamo sulla meravigliosa colazione con frutta fresca, dolcetti al cocco e caffè di montagna, toast con uovo e per me un prelibato nasi goreng.

Passiamo qualche ora a riposarci nella pace della campagna, chiacchieriamo con Wendy del modo di vivere a Giava, come una straniera si possa trovare in una realtà così diversa dal proprio paese.

Jamal scalpita per portarci tutti in giro con il suo gioiellino: Mad Buffalo, interamente costruito da lui saldando diversi pezzi di moto e chissà cosa altro insieme, appena vediamo il mezzo non possiamo più resistere dobbiamo saltarci sopra e partire.

Yogyakarta mad buffalo a magelang
Yogyakarta mad buffalo a magelang

Era dai tempi dei Saq – ka in Myanmar, che non ci divertivamo cosi tanto su un trabiccolo di questo genere. Per la strada ci salutano tutti, i turisti ci fanno le foto, a dirla tutta le foto ce le fanno anche i giavanesi!

BOROBUDUR

Visitiamo il Candi Medut con i grandi Buddha del suo interno, continuiamo a girovagare per Magelang e dintorni fino ad arrivare al maestoso tempio del Borobudur, una montagna di pietra intagliata e scolpita che racconta la storia del Buddha, iniziando dalla vita e il destino fino al raggiungimento del nirvana.

Le origini di questo tempio sono ancora un mistero, cosi come il perché sia stato abbandonato, forse si pensa a causa dei frequenti terremoti ed eruzioni.

E’ un luogo bellissimo, mi piace ricordarlo cosi come lo guardo per l’ultima volta mentre vado via, avvolto nella luce rosata del tramonto.

Salutiamo a malincuore Wendy, e partiamo per un tour che ci porterà fino alle risaie di montagna e infine a Yogyakarta, alla nostra prossima destinazione.

Batang

La strada che da Magelang porta a Batang è un susseguirsi di piccoli agglomerati di case, di ampie e verdissime risaie, fatto di vita rurale antica ancora poco offuscata dal progresso.

Ci vuole circa un’ora di macchina per arrivare fino ai piedi di un minuscolo villaggio che è sospeso in un’ampia vallata verdissima, fatta da risaie a terrazza coltivate fino ai piedi delle montagne.

Jamal ci guida attraverso un piccolo sentiero che di solito percorrono i contadini, ne troveremo parecchi intenti al lavoro, tutti ci saluteranno e si metteranno fieri in posa, sistemandosi il cappello o le vesti al minimo accenno di scatto di una foto.

E’ un posto bellissimo

Dopo un’ora e mezza di cammino raggiungiamo un piccolissimo tempio, il Candi Selogriyo, stendiamo una stuoia sul prato e mangiamo i succosi manghi comperati al mercato del villaggio.

Merapi

Ritorniamo a Magelang, salutiamo Jamal, che però rimarrà sempre nei nostri ricordi e proseguiamo il viaggio.

Passiamo a pochi chilometri dal Merapi il paesaggio è grigio dalla cenere e dai detriti, oltre ci dice il nostro autista troveremmo solo un paesaggio bruciacchiato e desolato.

Siamo davanti ai tempi di Prambanan, a differenza del Borobudur che è un tempio buddista questi sono tempi Induisti dedicati a Shiva Brahma e Vishnu.

Yogyakarta prambanan templi
Yogyakarta prambanan templi

YOGYAKARTA COME IN UN KAMPUNG

Arriviamo al nostro hotel il D’oman Yogya, rimaniamo incantati da tanta bellezza, infatti, è stato ricavato da un vecchio Kampung Giavanese rispettando l’architettura originale, porte, finestre, giardini, arredi e complementi rispecchiano un’epoca antica e meravigliosa.

Le camere sono grandissime, con un bagno aperto e ogni kampung, è formato da tre o quattro camere, che condividono: una piscina privata, salette all’aperto, divani ampi e avvolgenti e tantissimi oggetti di arte antica.

È un posto di poche camere, ampio nei grandi spazi esterni, non di lusso ostentato ma di grande atmosfera proprio come piace a noi

Ceniamo in hotel, il cibo è buono e a poco prezzo, siamo stanchi per la lunga giornata e andiamo nella favolosa camera, sprofondando nell’enorme letto a chissà quante piazze.

Non abbiamo fatto i conti con la preghiera del mattino e i galli canterini, che già alle 4.00 iniziano a farsi sentire, qua addirittura sembra di avere il muezzin in camera!

Aspettiamo pazienti la fine delle preghiere e muniti di tappo antigallo, ci rimettiamo a dormire.

JALAN MALIOBORO

Gente, caos, bancarelle, auto, risciò, odori, suoni, voci, tutto questo è Yogyakarta.

Al primo impatto questo allegro caos potrebbe non piacere, ma percorrendo jalan Malioboro, la vita indonesiana lentamente ti contagia e conquista.

Mentre cerchiamo il palazzo sull’acqua, ci perdiamo varie volte, i cartelli indicano la direzioni ma immancabilmente ci troviamo in qualche vicolo nel nulla.

Chiediamo indicazioni a una signora molto elegante, che senza risponderci ci afferra per mano e ci porta a un … matrimonio !

Nemmeno il tempo di capire cosa sta succedendo e ci ritroviamo a fare gli ospiti d’onore. Ci mettono in posa vicino agli sposi, che sono elegantissimi nel loro costume tradizionale, veniamo paparazzate in varie pose diverse.

Siamo circondate da ragazze che ci offrono da bere e mangiare, ci tempestano di domande: Come ci chiamiamo, da dove veniamo, dove andiamo, alla fine ci chiedono di mettere la firma nel libro degli inviati.

Da qualche parte in una casa di gente benestante a Yogyakarta, c’è un libro di nozze che riporta due ospiti d’onore con strani nomi :

Cinzia e Anna – Italia

Riprendiamo la ricerca del palazzo dell’acqua e finalmente lo troviamo ma siamo felici di esserci persi, per vivere questo vero momento giavanese.

Giava, ciao a presto

Ancora una sveglia all’alba e con questo siamo in pari con preghiere e galli!

I ragazzi dell’hotel sono gentilissimi e nonostante sia l’alba, ci preparano lo stesso una buona colazione, il traffico di Yogya non si è ancora scatenato e quindi in poco tempo siamo all’aeroporto, in attesa del volo per Padang via Giacarta.

Salutiamo la meravigliosa Giava, so già che torneremo ancora, ma adesso Sumatra ci aspetta

Se sei curioso di sapere come prosegue il viaggio in Indonesia, leggi anche L’isola di Cubadak, il paradiso esiste !

Logo Indonesia con Bru

8 commenti

  1. Anna

    Un grazie davvero sincero a te, Cinzia cara, che mi hai accompagnato, ancora una volta, tra le meraviglie di Bali e delle sue isole… mi hai fatto rivivere con profonda emozione ogni singolo istante… ❤️ Pronta per iniziare un nuovo viaggio insieme!!! 😘

  2. Selena Castoldi

    Sono stata in Indonesia, ma purtroppo non sono riuscita a visitare anche l’isola di Java. Mi piacerebbe un sacco vedere Borobudur e Yogjakarta e non vedo l’ora di inserirle nel mio itinerario la prossima volta che tornerò in Indonesia <3

  3. Libera

    Mi hai fatto davvero sognare con questo itinerario . Avrei dovuto vedere Bali già nel 2020. A questo punto spero nel 2022, intanto prendo nota di quanto da te consigliato con tanta premura .

  4. Paola

    L’ho già ripetuto mille volte. Appena riuscirò a organizzare un viaggio a lungo raggio, la mia prima meta sarà l’Indonesia.
    Non riesco proprio a evitare di leggere queste parole e sorridere!

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