Great ocean road Australia

Great Ocean Road Australia

Great Ocean Road Australia, dopo tre giorni nella bellissima Melbourne, il nostro viaggio continua, con un On the road nello stato del Victoria

Se non lo hai già fatto, leggi Melbourne, la prima tappa del viaggio

Great Ocean Road

Melbourne – Torquay – Lorne – Apollo Bay

La Great Ocean Road, lunga 243 chilometri, è una delle strade panoramiche più belle e famose al mondo.

È uno dei patrimoni nazionali Australiani, venne costruita dai soldati di ritorno dalla prima guerra mondiale tra il 1919 e il 1932, dedicandola ai deceduti in guerra. La strada è infatti, il più grande monumento ai caduti del mondo.

La Great Ocean road attraversa la costa sud-orientale del Victoria, inizia a Torquay e tocca le località di : Anglesea, Lorne, Apollo Bay, Cape Otway, Warnnambol, Port Campbell.

Questa strada offre un vero contatto con la possente natura del paese. Attraversa foreste pluviali, habitat di una ricca fauna selvatica, spiagge battute da possenti onde, scogliere erose dal vento e dal mare. Dando accesso a diversi punti panoramici, tra i quali i faraglioni di pietra calcarea conosciuti in tutto il mondo come i Dodici Apostoli.

Dove abbiamo soggiornato

  • Apollo Bay – The Apollo monolocali e appartamenti sulla strada principale, struttura comoda al supermarket e negozietti
  •  Warnambool – Raglan Motor Inn  posizione buona e buon prezzo perfetto per uno stopdurante il tour                                   
  • Halls Gap – Garived Motel  camera confortevole e buona posizione

Great ocean road : Dove è nato il surf

La prima tappa del nostro on the road lungo la Great Ocean Road è Torquay. La cittadina è molto carina, con piacevoli ristorantini e forniti supermarket, dove faremo scorta di provviste per il viaggio.

Torquay e la spiaggia di bells beach, sono famose per essere il luogo dove è nato il surf ! La spiaggia è battuta da un vento fortissimo, grandi onde s’infrangono a riva, il mare è punteggiato da molti ragazzi che si divertono sulle loro tavole da surf.

Proseguiamo il viaggio fino a incontrare il Memorial Arch at Eastern View.

great ocean road memorial
great ocean road memorial

Devo ammettere che mentre lo guardavo e pensavo cosa significava, ho provato una grande emozione. La prima di una lunga serie che questo viaggio mi ha regalato.

Scattiamo qualche foto ricordo vicino al memorial, e ci rimettiamo in movimento. La strada scorre parallela alla costa, offrendo meravigliosi panorami sull’oceano e la natura circostante.

Lorne

Facciamo uno stop nella piacevole cittadina di Lorne, ci colpiscono soprattutto le sue case colorate e la vivacità del posto.

Nel frattempo, quella che era iniziata come una bella giornata di sole, diventa improvvisamente nebbiosa e umida.

Percorrere il sentiero lungo le rive del fiume Erskine, e attraversare lo Swing Bridge con la nebbia, ha donato a questo luogo un’atmosfera ancora più romantica.

Arriviamo ad Apollo Bay, inizia a piovere forte, facciamo lo stesso un breve giro a piedi. Sono le 18.00 e i vari negozietti sono già tutti chiusi, torniamo in camera, molto soddisfatti della nostra prima giornata lungo la Great Ocean Road.

Apollo Bay – Cape Otaway – Warnambool

Eccoci di nuovo pronti a un’altra bella giornata nella Great Ocean Road, oggi ci aspettano i siti più spettacolari.

La prima tappa è Cape Otway Lighthouse, chiamato anche The beacon of hope, il faro della speranza. Datato 1848, è stato costruito su una scogliera alta 90 metri a picco sull’oceano, in un tratto di mare impervio e pericoloso, infatti, il faro dava speranza alle navi che avvistavano la sua luce. Oggi non è più in funzione, ma rimane il più antico faro dell’Australia continentale.

Salgo le strette scale a chiocciola del faro e arrivo fino in alto, mi affaccio appoggiandomi alla balaustra dipinta di rosso. Il panorama è bellissimo, mi colpisce una linea di luce bianca, che si unisce a una nebbiolina che proviene dal mare. Nonostante le tante foto scattate, non è stato possibile catturare quella meraviglia.

Arriviamo ai Gibson’s Steps, 86 gradini scavati nella roccia permettono di scendere fino alla spiaggia, che si trova 70 metri sotto. Spiccano i due grandi faraglioni chiamati Gog e Magog. Questo posto ha una storia affascinante, infatti, sembra che questa scalinata sia stata scolpita dalla tribù locale dei Kirrae Whurrong.

Great Ocean Road i 12 Apostoli

Un desiderio che si avvera, quello di trovarsi di fronte ai Twelve Apostles.

Una costante erosione delle scogliere da parte del burrascoso oceano e dei venti violenti, hanno gradualmente eroso la roccia calcarea, formando questa serie di faraglioni alti fino a 45 metri.

Oggi gli Apostoli rimasti intatti sono solo otto, ma il lento lavoro dell’erosione va avanti e questo tratto di costa è in continuo mutamento.

Il numero poco importa, questa meraviglia della natura non ha bisogno di molte parole, le immagini parlano da sole, vi posso solo dire che trovarseli di fronte è emozione pura.

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Questa costa frastagliata, battuta dal mare e dai venti, regala tante altre meraviglie. The Grotto è un arco e grotta naturale, un sentiero conduce fino al livello del mare, dove si trova un’area di osservazione con un muro di protezione, per garantire sicurezza e riparo da eventuali onde improvvise.

Great ocean road la costa tra faraglioni e meraviglie

Loch Ard. una stretta gola con due pilastri di roccia non collegati, ha preso il nome dalla nave Loch Ard, che si arenò sulla vicina Muttonbird Island, il 1 ° giugno 1878. La nave era alla fine di un viaggio durato tre mesi dall’Inghilterra a Melbourne, dei cinquantaquattro passeggeri e membri dell’equipaggio, solo due ragazzi sopravvissero, Tom ed Eva.

Il London Arch, una volta chiamato London Bridge, è un arco naturale formato da un graduale processo di erosione. Fino al 1990 era un ponte naturale completo che collegava l’arco alla terraferma, il 15 gennaio 1990 una parte del ponte crollò nell’oceano e oggi è diventato un’isola.

Il tempo continua a essere molto variabile in un’alternanza di sole, nuvole e pioggia, infatti, arriviamo a Bay of Islands, sotto una pioggia battente, peccato ! perché questo posto è veramente molto bello.

The Bay Islands
The Bay Islands

La Bay of Islands è di proprietà degli aborigeni che vivono qui da secoli. Ancora oggi praticano tradizioni secolari, mantenendo il loro forte legame con la natura. Lavorano in collaborazione con i consigli locali e il governo, per garantire che la Baia delle Isole sia protetta.

Qui infatti, è possibile avvistare gli unici nidi di cormorani marini del Victoria, e una varietà di piante rare, tra le quali l’orchidea solare e l’orchidea ragno.

Warnambool

Warnambool, questo nome deriva da un clan degli aborigeni che vivevano in questa zona, nella lingua aborigena Warnn significa casa. Gli aborigeni australiani hanno abitato la zona di Warnambool negli ultimi 35.000 anni.

La zona intorno al fiume Merri era abitata da un popolo conosciuto come Merrigundidj, che parlavano una lingua chiamata Peek Wurrung, ed erano parte della grande nazione dei Gunditjmara.

Grampians national park

Warnambool – Halls Gap

Partiamo da Warnambool al mattino presto, ci aspetta un viaggio lungo il Wonderland e il Mt William Ranges, fino a Halls Gap, nel cuore del Parco Nazionale dei Grampians.

Non vediamo l’ora di scoprire le bellezze di questo parco nazionale, boschi, formazioni rocciose, cascate e panorami mozzafiato. Noi soprattutto vogliamo vedere canguri, koala ed emù, che sembra sia facilissimo avvistare anche solo passeggiando per le vie di Halls Gap. I Grampians, sono stati un luogo sacro per gli aborigeni e ci sono molti antichi siti rupestri in tutto il parco nazionale.

Il primo percorso di trekking è fino alle Mackenzie Falls, l’acqua scorre su enormi massi levigati di arenaria e precipita buttandosi in una pozza. Sottili spruzzi d’acqua, disegnano nebbioline arcobaleno tutt’intorno alla cascata .

Mackenzie Falls
Mackenzie Falls

Il tempo bizzarro del Victoria continua a giocare con noi, arriviamo fino al belvedere di The Pinnacle, e ci troviamo avvolti nella nebbia. Quella che doveva essere una bella veduta della vallata circostante, è invece un’immensa distesa grigia

Non demordiamo e decidiamo di arrivare anche a The Balconies, lungo il sentiero rimango incantata dai fiori selvatici autoctoni e dagli alberi dalla curiosa corteccia color ruggine.

La nebbia che ci circonda crea un’esperienza di sorprendente magia.

Percorriamo anche i sentieri fino a Boroka Lookout e  Reed Lookout, la visibilità e migliorata e possiamo ammirare panorami mozzafiato sul Victoria Valley.

Halls Gap

Torniamo alla nostra struttura, siamo molto felici della bella giornata che abbiamo passato, una doccia veloce e siamo di nuovo pronti per uscire. In Australia non si deve andare a cena troppo tardi, perché quasi tutti i ristoranti fuori dalle grandi città chiudono alle 20.00- 21.00.

Inoltre abbiamo deciso di fare prima di cena un giro del paese, ma come usciamo dalla camera, vediamo, un emù, e poi un altro e un altro ancora, e due canguri, tre, cinque, tanti canguri …

Possiamo avvicinarci a loro, tanto da riuscire a scattare bellissimi primi piani, stiamo tanto tempo immobili a osservarli, in uno stato di pura emozione.

Halls Gap – Ballarat – Melbourne

Bunjil Shelter si trova nella Black Range Scenic Reserve, vicino a Stawell, è considerato uno dei siti culturali più significativi dell’Australia sudorientale.

Non nascondo che abbiamo provato un certo timore a trovarci noi due soli in questo luogo. Si deve percorrere un sentiero tra massi di granito e bassi arbusti, intorno non c’è traccia di nulla, solo un bush selvaggio che sembra infinito. Ai piedi di una collinetta si trova una piccola nicchia, con questo dipinto rupestre che ritrae Bunjil e due dingo.

Victoria Bunjil Shelter arte aborigena
Bunjil Shelter arte aborigena

Le leggende aborigene raccontano che Bunjil è il creatore dell’uomo, della terra, le piante, gli animali, colui che provvede a tutto, la figura principale della vita spirituale degli aborigeni. Protettore del mondo naturale, del popolo e delle sue credenze, i dingo sono gli aiutanti di Bunjils.

Quando Bunjil terminò tutte le opere di creazione, decise di trasformarsi in un’aquila, per volare alto nel cielo, dove vive ancora oggi.

Tornando verso l’aeroporto facciamo una sosta a Ballarat, nel 1851 furono scoperti giacimenti di oro vicino a questa città, che divenne ben presto fiorente e ricca.

Oggi l’oro non si estrae più, ma Ballarat rimane un importante centro commerciale, la città più grande degli altipiani centrali, e una destinazione turistica, nota per il suo ricco patrimonio dell’epoca coloniale perfettamente conservato.

Quante volte avevo sognato di vedere il Victoria, Melbourne, di percorrere la Great Ocean Road fino ai 12 apostoli, un altro sogno Australiano realizzato, un viaggio che mi ha regalato anche molto di più di quello che mi aspettavo, la cosa stupenda è che non è ancora finito.

Il viaggio continua nel South Australia !  

Logo Indonesia con Bru

8 commenti

  1. Teresa

    La Great Ocean Road è sicuramente uno dei motivi per i quali andrei di corsa in Australia; dalle foto che ho visto e dai racconti che ho sentito da altri viaggiatori deve essere spettacolare!

  2. Lisa Trevaligie Travelblog

    Viaggiando esclusivamente on the road questo itinerario mi intriga moltissimo. Che luoghi straordinari che mi hai presentato oggi con questo articolo! sarebbe davvero un sogno percorrere questa strada.

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