Sud Africa Zebre-Kruger N.P.

Sudafrica in primavera

colori, emozioni, meraviglie

Sudafrica in primavera; finalmente è arrivato il 7 settembre!

I viaggi di Andrea

Lo stiamo aspettando da tanto tempo, io soprattutto che sto lavorando per organizzare questo viaggio in Sudafrica da ormai 10 mesi.

Ci imbarchiamo a Malpensa, facciamo scalo brevissimo a Francoforte (solo un’ora, manco ci accorgiamo del cambio aereo) e siamo già sul volo South African Airlines che ci porterà fino a Johannesburg. Ultimo rapido stop, e dopo 2h siano a Cape Town.

Sudafrica Cape Town

Ci accompagna il sole quasi fino all’arrivo, ma 15-20’ prima dell’atterraggio, le nuvole si fanno sempre più dense e, ben poco gradita, ci accoglie la pioggia.

Non mi dilungo a raccontarvi il primo contatto con la guida a sinistra: tergicristalli in azione ad ogni svolta (le frecce sono dall’altra parte!!) e cambio massacrato per almeno 2-3 gg.

Fortunatamente è domenica, pochissimo traffico per le strade (ma impareremo che qui sono molto più disciplinati che in Italia), qualche giro a vuoto per il centro prima di arrivare al nostro appartamento (Circa on the square – ottimo x qualità/prezzo).

Finalmente possiamo lasciare l’auto (che sudata!) e cominciare a conoscere la città, seppur muniti di k-way.

Prima tappa: quartiere malese di Bo Kaap, sobborgo vivace e coloratissimo, ma oggi un po’ più cupo per la pioggia insistente che comincia davvero a bagnare.

Dopo qualche foto fatta un po’ di corsa, decidiamo di spostarci verso il Waterfront, lì almeno potremo starcene all’asciutto.

Le strade del centro sono quasi deserte, popolate però da tanti homeless e questuanti, uno dei quali ci mette davvero a disagio per l’insistenza con cui ci segue e ci chiede denaro.

Niente di grave, intendiamoci, ma come primo impatto turba decisamente un po’ lo spirito (e la coscienza).

Un’ampia coperta “a 2 piazze” avvolge la Table Mountain (che già oggi speravamo di riuscire a vedere…), ma almeno la pioggia si ferma.

La fame comincia  a farsi sentire, così decidiamo, alla faccia dell’ora (16.30) di pranzocenare all’Ocean Basket, ristorante di catena con ottima scelta di pesce di discreta qualità e buoni prezzi.

Piacevole passeggiata lungo i moli e poi a letto presto, stasera siamo davvero stanchi.

Cape Point e la penisola del capo

Freschi e riposati, facciamo colazione appena sotto l’hotel (Cocoa bar-grandi croissant e cioccolata) pronti a tuffarci lungo la strada che porta a Cape Point.

Fa freschino (8-9°), c’è tanta gente che comincia la settimana di lavoro e scuola, il sole comincia a fare capolino.

Prima sosta a St.James, lungo la costa della False bay, ritroviamo finalmente colore e luce con le allegre cabine multicolor della spiaggia.

Scendiamo ancora un po’ fino a Simon’s town (carina, ma niente di che) e finalmente arriviamo a Boulders, le spiagge dei pinguini.

E’ inaspettato trovarseli subito lì, appena dopo l’ingresso, che si fanno i fatti loro a 2 passi da noi.

Percorriamo la bella camminata in mezzo al verde e già ne vediamo tanti sotto le piante, intorno alle tane. Ma il meglio arriva alla spiaggia: è impossibile non sorridere nel vederli incedere così goffi o sdraiarsi sonnecchiosi al sole.

Ce ne andiamo dopo più di un’ora di foto e divertimento.

Arriviamo a Cape Point (con uno struzzo che ci taglia la strada…) e ci godiamo lo splendido panorama prima dall’alto del vecchio faro, poi lungo il percorso sottostante, in mezzo ad una splendida vegetazione ed in compagnia di uccelli di ogni genere.

Piccola famiglia di scimmie terribili sulla strada del ritorno, direzione Hout Bay e Chapman’s peak drive. Strada panoramica molto bella, a strapiombo sul mare. Bellissima Llandudno.

Chiudiamo la giornata con una spettacolare veduta (la luce è straordinaria) dei 12 Apostoli, anche se ormai è tardi per salire alla Table. (Buona cena di fronte all’hotel – Hollow on the square – ).

Sudafrica i Dodici Apostoli
Sudafrica i Dodici Apostoli

Il nostro programma ci costringe già a lasciare CT…..lo so, direte, “troppo poco tempo!”…ma torneremo, ne sono convinto, anche perché i Kirstenbosch gardens e la Tavola dovrò prima o poi vederli.

Sudafrica in primavera :West Coast National Reserve

Puntiamo decisi verso nord, destinazione West Coast National Reserve e le sue fioriture.

Siamo nel periodo giusto, in Sudafrica è primavera e non vogliamo perderci lo spettacolo.

Piccola deviazione verso Darling, che vale la pena solo per una spettacolare campo di fiori viola e poi arriviamo al parco.

Un’occhiata ad un piccolo stagno sulla strada, popolato di qualche bel volatile (i primi fenicotteri)  e piano piano arriviamo verso la zona di Postberg (non è un paese), dove gli arbusti si diradano e comincia lo spettacolo dei fiori.

Lascio che siano un paio di immagini a raccontare le emozioni di chi, come me, ama i fiori in ogni loro manifestazione.

Sudafrica Iin primavera Fioriture
Sudafrica Iin primavera Fioriture

Siamo fortunati perché la giornata è brillante e la luce intensa, nonostante un bel vento teso e fresco.

Non tralasciamo nulla di questa riserva, prima di dirigerci verso la tavolozza azzurra (non manca nemmeno una tonalità) della laguna di Langebaan, Ci concediamo un buon hamburger con vista spettacolare di mare e kite surfer.

Winelands

Riprendiamo la strada verso l’interno e verso le Winelands, oggi non abbiamo nessuna prenotazione. Ma il primo b&b appena fuori Moorreesburg ci conquista subito (Klipvlei B&B ): molto alla buona (come la gentile padrona di casa ed il suo ospitale sanbernardo ), ma grazioso,  con una cameretta piccola e molto romantica.

Davvero una bella vista sul curatissimo giardino e sulla campagna circostante, mentre una grossa mandria di pecore fa rientro dal pascolo.

In questa freschissima e limpida mattina, ripartiamo alla volta dei vigneti delle Winelands.

Attraversiamo zone rurali punteggiate da tanti bovini ed ovini liberi al pascolo e cominciamo a capire perché in S.A. sia così amato il “braai” (barbecue) e la carne sia così buona!

Arriviamo a Paarl, cittadina piuttosto grande e per noi non molto interessante, proseguiamo quindi verso Stellenbosch, dove abbiamo in programma un primo assaggio di vini.

I vigneti si alternano quasi senza soluzione di continuità: immaginiamo che spettacolo saranno in tarda primavera e in autunno!

Dopo aver degustato alcuni buoni vini (Pinotage reserve su tutti) all’azienda Beyerskloof, visitiamo Stellenbosch.

Un centro molto grazioso, con piacevoli palazzi, qualche galleria d’arte ed un piccolo giardino botanico che merita una giro. Un sandwich al volo da Pick’n’pay e poi via verso Franschhoek.

Arriviamo nel nostro splendido b&b (The Coach House ) che mantiene ciò che prometteva, facciamo un breve giro nel piccolo paese (si trova in una bellissima posizione, contornato dalle montagne) e decidiamo che è ormai troppo tardi per un nuovo assaggio di vini, proveremo ad anticipare l’arrivo al ristorante prenotato (Franschhoek kitchen), che fa parte della tenuta vinicola Holden Manz, e farci un aperitivo.

Cena di qualità eccelsa, degustazione di 4 vini associati ai cibi ed un conto che da noi ci sogniamo

Sudafrica in primavera, il giorno delle balene

Lasciamo Franschhoek e i suoi vigneti, percorriamo una bella strada che attraversa l’enorme lago Theewaterskloof, contornato da spiagge di sabbia bianca, e puntiamo verso Hermanus, oggi sarà il giorno delle balene!! Arriviamo ad Hermanus, la bella cittadina (abbastanza affollata di turisti) regina degli avvistamenti di balene.

Troviamo una buona posizione sulla marina e, armati di fotocamera e binocolo, iniziamo ad esplorare il mare.

Già si intravede un po’ di movimento e, nel giro di pochi minuti, ecco le prime schiene e pinne che emergono.

Qualche sbruffo d’acqua e poi la grande coda. Restiamo per più di un’ora, senza però alcun avvistamento importante.

Decidiamo di andare a Gans Baai, altra località “garanzia”. Il paese è quasi desolato, il mare non da’ segnali di vita…e allora torniamo alla vicina De Kelders, un piccolo gioiello.

E qui cominciamo a divertirci! Ci sono 3 balene che perlustrano la zona e che finalmente ripagano la nostra pazienza con alcuni salti, anche se quelli più straordinari (2 balene completamente fuori dall’acqua, una a fianco dell’altra, in verticale! Che meraviglia!!) me li sono ovviamente persi, perché stavo per andarmene….maledetto me!

Mi rimangono, però, alcuni scatti che mi ricorderanno per sempre questo spettacolo indimenticabile.

Sudafrica Balena-De Kelders
Sudafrica Balena-De Kelders

Sudafrica percorrendo la Route 62

Non me ne andrei più, ma ormai è tardi, ci aspetta Swellendam, e soprattutto una piccola guest house da cui ci aspettavamo meraviglie. E così è stato!

Si chiama Arumvale Country House, è un po’ fuori dal paese, ma camera, giardino e strepitosa veduta sulle montagne sono un incanto e ci permettono di tirare il fiato e rilassarci, dopo qualche giorno di tour de force. Cena al Field & Fork, cucina di livello ad ottimi prezzi .

Oggi percorreremo la Route 62, da Barrydale a Outdshoorn, prima di tuffarci sulla Garden Route fino a Plettemberg.

Arrivando da Swellendam, attraversiamo il Tradouws Pass, un bellissimo passo immerso nel verde ed ammantato di fiori gialli e viola.

Devo ammettere che la Route 62 non ci ha poi dato grandi emozioni, non abbiamo incontrato paesaggi di vero impatto.

Ma immagino che la parte più attraente, che fa di questa strada una delle più decantate del Sudafrica, sia il tratto precedente a quello che abbiamo percorso, quello che va da Tulbagh a Barrydale e forse anche quello successivo che punta verso le montagne del Karoo.

Qualche foto con gli struzzi di Outdshoorn, ma niente allevamenti (non ci interessavano…). Poi giù in picchiata lungo l’Outeniqua Pass fino a George.

Un breve stop lungo l’estuario a Wilderness (ci servono giornate da 48h!!!), ancora un po’ di km. e finalmente siamo alla Robberg N.R.

Sono già le 14.30, non abbiamo tanto tempo per un vero trial, ma riusciamo comunque a farci un’idea di quanto sia stupendo questo promontorio roccioso, ma con spiagge incredibili.

Oggi poi il tempo non è dei migliori, tira un bel vento e fa fresco. Decidiamo di recarci alla nostra guest house (Mandalay G.H. con colaz.ottima), accogliente e curata, unico neo la richiesta di pagamento cash non prevista…va beh, ci arrangiamo.

Oggi è giornata di trasferimento, dobbiamo arrivare a Port Elizabeth, prendere il volo per Durban e poi via verso St.Lucia, nell’Isimangaliso Wetland Reserve.

La strada non ci riserva particolari sorprese, così arriviamo nel tardo pomeriggio (Little Eden apt.). L’appartamento è davvero enorme (pure troppo…), non male, pur con aromi di muffa nel bagno non gradevolissimi.

Bellissima la veduta dal soggiorno che spazia fino al mare. Ancora cena all’Ocean Basket.

Finalmente da oggi inizia la parte del nostro viaggio dedicata agli animali. Partiamo presto e già fuori dal cancello, una famigliola di cercopitechi ci dà il benvenuto.

Isimangaliso Wetland Reserve

Appena dopo l’ingresso dell’Isimangaliso W. Reserve, sia percorrendo la via asfaltata, che qualche buona sterrata, comincia la meraviglia: zebre, kudu, ippopotami, uccelli di ogni genere, colore e fattezza.

Arriviamo a Cape Vidal, peccato che il cielo si sia ingrigito perché la grande spiaggia di dune è davvero bella.

Ritorniamo pian piano verso l’uscita dal parco, godendoci ancora lo spettacolo di tanti animali (2 kudu che battagliano a colpi di corna, il primo coccodrillo a bocca spalancata).

Kudu-Isimangaliso W.P.
Kudu-Isimangaliso W.P.

Ultimo appuntamento con l’Isimangaliso: dalle 16 alle 19, giro “Hippo&Croc” sul barcone di Advantage Tours lungo l’estuario del fiume. Vediamo tanti ippopotami (ma non così da vicino come su altre barche)….beh, diciamo tante schiene, occhi, orecchie e qualche fauce spalancata, nemmeno uno che si schiodi completamente dall’acqua! Coccodrilli nemmeno l’ombra!

Forse un’uscita mattutina (e magari con il sole più alto….) ci avrebbe dato qualche emozione in più, anche a livello fotografico. Rimane comunque un’esperienza da fare, ma non così irrinunciabile. Discreta cena all’Ocean Sizzler.

La sveglia suona presto anche oggi, perché vogliamo dedicare tutta la giornata allo Hluhluwe-Infolozi N.P., circa 60 km. da S.Lucia.

Hluhluwe Infolozi National Park

La strada ci permette di attraversare parecchi paesi, e di vedere un po’ di vita locale: tanta gente in cammino ai bordi delle strade, soprattutto tanti giovani in divisa scolastica, belli, allegri e con tanta dignità, anche quando escono da abitazioni umilissime.

All’ingresso del parco (Nyalazi gate), decidiamo di dirigerci verso sud-ovest, Mpila è il camp a cui facciamo riferimento.

Ed ecco finalmente, le prime giraffe, bellissime, che pascolano tranquille a fianco della strada.

Poco dopo una coppia madre-piccolo di rinoceronte, vicinissimi a noi, animali straordinari ancora purtroppo prede ambite di un bracconaggio tanto crudele quanto assurdo.

La strada per la prima volta è parecchio dissestata e piena di buche.

Arrivati a Mpila, breve sosta e subito si ritorna (altre strade asfaltate non ce ne sono…) per dirigerci verso nord-est, verso il camp Hilltop.

Ancora tanti incontri: facoceri, bufali, avvoltoi, giraffe e tanti uccelli, in particolare uno splendido bucero. L’Hilltop è un bellissimo camp piuttosto esclusivo, e rimane su un’altura che garantisce una magnifica vista.

Ci avviamo verso l’uscita del Memorial Gate, e dopo pochi km. arriviamo all’Ubizane Reserve, dove ci sistemeremo in un incantevole rondavel (Zululand Safari Lodge ).

Circondati da pochi bungalow, da scimmie e piccole antilopi, da stormi di uccellini multicolori e dalla savana a perdita d’occhio.

Resterà sicuramente nei nostri ricordi anche la bella cena al lussuoso e consociato Zululand Tree Lodge, sulla terrazza davanti allo stagno, allietati da un assordante (davvero!!) accompagnamento di rane gracidanti.

Oggi ci attende un’altra tirata di km. dobbiamo arrivare nello Swatziland, attraversarlo, rientrare in S.A. e dirigerci nelle vicinanze di Komatipoort, appena al di qua del “mito” Kruger.

Ci becchiamo quasi un’ora di stop causa lavori prima del confine, percorriamo da sud a nord, su strade eccellenti, tutto il piccolo regno (dove ci sarebbe piaciuto fermarci un po’, ma anche questo dobbiamo rimandarlo alla prossima….), troviamo purtroppo tanta maleducazione, supponenza e menefreghismo ad entrambe le dogane, ma poi finalmente arriviamo, a metà pomeriggio, nel nostro meraviglioso lodge (Buckler’s Africa ).

Ci sistemiamo con calma nel bell’appartamento in stile “davvero “ africano e andiamo poi a stenderci sui lettini con veduta, proprio sotto di noi, del Crocodile River e del Kruger, subito al di là del fiume (vediamo bufali e qualche elefante).

Questo posto è davvero strepitoso. Peccato che il ristorante di Komatipoort, consigliato dalla gentilissima padrona di casa, non fosse assolutamente all’altezza, nonostante il “tono” dell’ambiente (Vania’s – da evitare per tanti motivi).

Kruger National Park

Lasciamo con dispiacere questo lodge da favola, ma finalmente oggi è KRUGER!

Entriamo al Crocodile bridge gate e subito ci attende un piccolo branco di 4 iene in pieno riposo post-rave (chissà cosa hanno combinato stanotte!?!).

Ci dirigiamo verso il Lower Sabie camp per proseguire poi verso Skukuza. Le strade asfaltate sono ottime, alcune sterrate invece fanno sobbalzare un po’ la nostra Nissan Lovina, che non riesce certo ad assorbire le asperità come i tanti super SUV e pick-up che popolano il parco.

Le sorprese sono sempre dietro l’angolo: gnu, i primi elefanti a distanza ravvicinata, giraffe con i loro uccellini pulitori, zebre, avvoltoi dai nidi immensi (quante piante “condominiali”!), impala (tantissimi, ovunque).

Ci avviciniamo al primo grande specchio d’acqua, la Sunset Dam, tanti animali all’abbeverata o solo semplicemente in ammollo (ippo & croc).

Ci fermiamo lungo un ponte che attraversa un piccolo corso d’acqua, e il divertimento è assicurato da un branco di scimmie dalla travolgente e inconsapevole comicità.

Breve stop per il pranzo in una zona pic-nic, e siamo di nuovo in sella: ancora tanti splendidi uccelli dai colori variegati, ma ci mancano loro, i più ambiti, i felini.

Per oggi non si sono visti, ma non possiamo che essere comunque entusiasti.

Usciamo dal Paul Kruger gate e ci dirigiamo verso il nostro hotel, appena fuori dal parco (Protea Hotel Paul Kruger con mezza pensione).

Splendida ambientazione delle aree comuni; in particolare la zona delle terrazze, poste di fronte al fiume che divide dal parco (con bufali al pascolo e passaggio di elefanti), avvolte da enormi, straordinarie piante secolari. Molto suggestiva anche la cena a buffet , con tante luci soffuse e una bella atmosfera.

La mattina dopo, rientriamo presto al Kruger e, dopo pochi km., la fila di 5-6 macchine ci fa capire che ci siamo: i leoni!

Mentre stiamo per accodarci, ecco che una femmina attraversa la strada in mezzo alle auto e si va ad accomodare nella prima boscaglia.

Vicino a lei, un maschio che riusciamo solo ad intravedere, qualche altra leonessa e alcuni piccoli.

E’ davvero emozionante vederli così vicini e tranquilli, ben poco infastiditi dalla presenza umana.

Ci allontaniamo anche per lasciare la vista a chi ci segue, ma fatto ancora qualche km., lungo il corso del fiume Sabie, ecco apparire in fila indiana uno sparuto gruppo di giovani leoni.

Li abbiamo visti noi per primi! Non c’è nessun altro!

Prima di andarcene, dopo 2000 foto scattate, passiamo parola alla prima auto che ci affianca (ci si sente un po’ orgogliosi nel comunicare “Lions!”).

Proseguiamo, e dopo una sosta per il pranzo nell’area Tshokwane, arriviamo alla pozza Orpen Dam.

Siamo in una splendida posizione sopraelevata, la pozza è un vero e proprio laghetto, ricchissima di vegetazione, ma anche di coccodrilli ed ippopotami.Non ce ne andremmo più!

Saranno ancora tanti gli animali, soprattutto uccelli, che ci allieteranno la via, prima di arrivare al nostro camp (Satara –bungalow € 69 prenotato con SANParks).

Tutto molto ben organizzato, ottima integrazione dei bungalow (piuttosto spartani, ma vanno benissimo!) nell’ambiente circostante. Buona cena al ristorante interno.

Sveglia prestissimo, oggi usciamo con i ranger per il sunrise drive, si parte alle 5,30.

La prima immagine, anche se a una certa distanza, è quella di una grande carcassa, circondata da 5-6 avvoltoi che stanno banchettando.

Incontriamo diversi animali (splendido aquilotto arruffato), ma siamo tutti alla ricerca di qualche  “pezzo forte”.

Incrociamo un’auto, il conducente si ferma e scambia 2 parole con la nostra guida, capiamo solo “cheetas”, GHEPARDI!

Sud Africa Ghepardi-Parco Kruger
Sud Africa Ghepardi-Parco Kruger

Ripartiamo velocemente e dopo 10-15 minuti di strada……eccole là, tre meravigliose femmine stese sotto una pianta, probabilmente a riposo dopo il pasto. Emozionante!

Rientriamo al camp, dopo altri fugaci incontri, soprattutto una stupenda ghiandaia marina pettolilla dai colori smaglianti ed una bella famigliola di struzzi; facciamo colazione e via, direzione Olifants camp (bungalow prenotato con SANParks).

La strada è breve, così ci facciamo condurre un po’ dal caso e dall’istinto lungo alcune sterrate, prima di iniziare la salita al camp.

Olifants è situato sopra una collina e domina dall’alto un lungo, straordinario tratto del fiume omonimo.

La veduta è incredibile, l’ampio letto del fiume accoglie elefanti, ippopotami, coccodrilli, impala e tanto altro ancora.

Sudafrica Abbeverata al Parco Kruger
Sudafrica Abbeverata al Parco Kruger

Credo rimarrà una delle immagini più indelebili di questo viaggio!!

Ci riposiamo un po’ nel nostro bungalow (quasi una copia di quello di Satara) e alle 16.30 partiamo per il sunset drive.

La strada sterrata  costeggia il fiume; ammiriamo una femmina di elefante con il suo piccolo a pochi passi da noi e tanti impala all’abbeverata.

Ormai si fa pian piano buio, stiamo quasi perdendo la speranza di incontri “interessanti”, quando, ripresa la strada asfaltata, ci fermiamo: da entrambi i lati della strada, le nostre torce illuminano 3-4 iene accoccolate a fianco delle tane, insieme ai lori piccoli.

E’ impossibile non intenerirsi nel vederle allattare, nonostante la loro fama… Ma non è ancora finita!

Uno scambio di info con un auto di passaggio induce la nostra guida a fare mancia indietro e riprendere la sterrata S91.

Pochi km. e li vediamo subito: tranquillamente sdraiati su un’ampia spianata, ecco 2 leoni maschi: il primo manco ci degna di uno sguardo, il secondo….quasi!.

Restiamo per un po’ ad ammirarli, poi ce ne andiamo, già molto soddisfatti dei nostri “incontri al buio”, ignari che da lì a pochi km., uno splendido leopardo di passaggio (ultimo dei big five!) ci darà l’ultima emozione. Ceniamo con un hamburger (ottimo) e patatine al ristorante dell’Olifants. Giornata indimenticabile, quasi si fatica ad addormentarsi, nel ripensare a tutto ciò che abbiamo incontrato sulla nostra strada.

E’ ora di lasciare il Kruger, con un po’ di rammarico, ma davvero carichi di tanta meraviglia.

Panorama route

Ci dirigiamo senza fretta verso Letaba, incrociando ancora una coppia di leoni nella savana ed un’aquila intenta a spennare il suo pasto, e poi verso il Phalaborwa gate.

Attraversiamo la città ed un lungo tratto che ci porterà alla Panorama route (R 532), con la speranza di chiudere la nostra vacanza con altri paesaggi e ambienti spettacolari.

Purtroppo, dopo tanti giorni di bel tempo, il cielo va sempre più incupendosi ed arriviamo alla nostra prima sosta, con le nuvole basse che ci tolgono il piacere di una vista straordinaria sul Blyde River Canyon e sulle cime dei Three Rondavels.

La temperatura è scesa parecchio (siamo oltre i 1000 mt.) e fa fresco. Peccato!

Decidiamo di proseguire per le Bourke’s Luck potoles, un’area in cui, nei millenni, il fiume ha sagomato bellissime rocce rosse, creando un ambiente molto suggestivo.

Ci concediamo un quasi pic-nic e facciamo amicizia con alcuni giovani sudafricani. Arriviamo nel tardo pomeriggio a Graskop, mentre la pioggia ha iniziato a martellare, costringendoci a rinunciare alla visita di alcune cascate (Lisbon, Berlin).

Soggiorniamo in un b&b semplice, ma carino (Daan’s Place ) e brindiamo alla nostra ultima serata sudafricana in un ottimo ristorante portoghese (Canimambo ).

Prima di metterci in strada per Johannesburg, da cui stasera partirà il nostro volo di ritorno, vogliamo riuscire a vedere almeno qualche bella cascata nella zona sud di Graskop, nonostante la pioggia continui a non darci tregua.

Continuiamo ad attraversare distese infinite di pini ed eucalipti (fra le più grandi coltivazioni al mondo), prima di arrivare alla MacMac (bella veduta dall’alto), e poi alle Bridal Veil e Lone Creek.

Ormai è tempo di andare, l’avventura sta finendo, ci aspettano ancora oltre 350 km. per raggiungere l’aeroporto, ma scorrono velocemente, come tutte quelle meravigliose immagini che abbiamo raccolto nella nostra memoria e che resteranno sempre dentro di noi.

Ciò che il Sudafrica ci ha mostrato è stato davvero straordinario, oggi spero che non sia un addio, credo che possiamo dirci “arrivederci”.

Andrea & Michi.

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5 commenti

  1. Anna

    Un viaggio lungo e meraviglioso che prima o poi spero di fare anche io! Non ho mai avuto modo di osservare gli animali della savana da così vicino, giusto qualche leone ma ero in uno zoo… e come sai, non è proprio il massimo.

    1. andrea0722

      Un emozione continua, gli animali liberi sono uno spettacolo con pochi pari. Ma il Sudafrica rimane anche un incredibile concentrato di altre meraviglie, che vanno oltre la fauna allo stato brado. Viaggio da fare assolutamente, per me forse il più bello di sempre…

  2. Patrizia Ferlini

    Ho vissuto in Sudafrica per sei mesi, a Cape Town per la precisione. Lavorando ho avuto poco tempo per esplorare l’intero Stato, ma conosco molto bene la città e i dintorni. Devo dire che mi sentivo un po’ a disagio con le persone, ma i posti sono meravigliosi!

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