Madagascar gli altopiani

Altopiani del Madagascar

Gli altopiani, chiamati anche Hautes Terres della zona centrale del Madagascar, si estendono per più di 1.000 chilometri.

Gli altopiani 

Il paesaggio è molto vario, dal plateau con grandi massi arrotondati, colline, o vere e proprie montagne intersecate da valli e fiumi, laghi e luccicanti coltivazioni di riso. Il terreno fertile e collinoso e un clima stabile, ha reso questa zona una regione perfetta per la coltura del riso, l’ingrediente base nella cucina  malgascia.

Il riso domina la vita quotidiana dei villaggi dell’etnia Merina, popolazione che ancora conserva un modo di vivere molto tradizionale. C’è una stagione per ogni attività, la semina e la raccolta del riso, la tessitura della seta, la cottura del mattone dell’argilla nei forni.

Gli abitanti costruiscono solitamente le loro dimore con una miscela di argilla e di paglia tagliata. Chi se lo può permettere le costruisce con i mattoni cotti di argilla rossa. I forni dei mattoni fumano quasi ininterrottamente durante la stagione da maggio a settembre.

Purtroppo una sempre più invadente coltivazione intensiva, ha avuto come conseguenza un disboscamento incontrollato, che negli anni  ha cambiato l’aspetto di questa zona. Il sistema tradizionale chiamato Tavy, è in pratica la tecnica del taglia e brucia, che impoverisce la terra e quindi costringe a trovare nuove aree.

taglia brucia

L’altezza varia dagli 800 ai 2.700 metri sopra il livello del mare, Il paesaggio è bellissimo e molto vario, formato da massi arrotondati, colline, montagne, valli verdeggianti coltivate a riso, fiumi e laghi. Il terreno fertile ha un clima stabile, perfetto per coltura del riso, l’ingrediente base nella gastronomia malgascia.

Leggi la prima parte del viaggio

itinerario del mio viaggio in madagascar

L’itinerario del mio viaggio percorrendo La Route Nationale RN7. Trafficata malmessa e lentissima, è la strada statale principale che da Antananarivo arriva fino  a Tulear su un percorso di circa 1000 km.

 Antananarivo – Antsirabe – Ambositra – Ranomafana – Fianarantsoa –Ambalavao –Ihosy –Ranohira – Tulear – Bekodoy – Ankasy – Mangily – Auberge de la table – Antananarivo.

altopiani del madagascar : Antananarivo – Antsirabe 169 Km 3.30 –    etnia Merina

Antsirabe è situata a 1500 mt, è anche detta la città dei pousse pousse, coloratissimi risciò trainati a piedi nudi, ce ne sono veramente tanti e ovunque. Mi perdo a vagare nei quartieri della città, nelle sue piazze dove si affacciano decadenti palazzi di epoca coloniale.

Arrivo fino in piazza della stazione ormai in disuso, perché l’unico treno non parte più. Poi mi immergo nel suo mercato, tra la gente che guarda curiosa, non ci sono turisti in giro. Anzi di turisti nei mercati o tra la gente non gli ho mai trovati.

Andrea mi dice che quasi tutti quelli che vengono in Madagascar fanno un tragitto preconfezionato. Non dico che non possa essere interessante, ma io voglio vedere la gente, come vive, cosa fa veramente, non cosa fanno per i turisti.

La sera giunge presto, come cala il sole l’aria fresca di montagna si fa sentire. Rientro al bellissimo Couleur Café, dove gusto un’ottima cena a base di crema di zucca e il primo filetto di zebù.

Antsirabe – Ambositra – Ranomafana km 260  11 ore  etnia Merina

Sono fresca e riposata e con tanta voglia di vedere questo paese, dopo un’ottima colazione parto alla volta di Ambositra.

La città è famosa per gli intarsi sul legno degli Zafimaniry, i villaggi sperduti tra i monti hanno case di legno finemente decorate. Nel centro della cittadina si possono vedere diversi balconi scolpiti e l’immancabile vivace mercato.

Riprendo il viaggio, la strada peggiora di chilometro in chilometro fino a diventare un’enorme buca continua. La macchina all’improvviso inizia a sobbalzare, e i rumori del motore non promettono nulla di buono. Si spegne una volta, un’altra ancora, fino a fermarsi completamente.

La gente passa, si ferma, parla con Andrea, ognuno di loro traffica un po’ con il motore, scuote la testa sorride e se ne va. Dopo circa due ore passa un tipo che sembra sappia dove mettere le mani, anche lui traffica con il motore e magia, la macchina riparte. Salto a bordo ma dopo qualche chilometro la macchina si ferma di nuovo, ecco la nuova regola, macchina in panne.

Io e i miei compagni stiamo fermi a lungo a bordo strada. Dopo oltre due ore riusciamo a fare ripartire il mezzo, finalmente imbocchiamo la deviazione per Ranomafana, percorriamo ancora qualche chilometro ma proprio in mezzo alla foresta del parco, a soli 10 km dall’ arrivo la macchina ci dice addio fermandosi per l’ultima volta. Mettiamo il segnale di pericolo, mezzo fermo sulla carreggiata, l’equivalente del nostro triangolo, che in Madagascar è fatto da un fascio di rami e foglie posizionato in mezzo alla strada.

Altopiani madagascar : Mora mora

Telefono al nostro tour operator locale, che ci assicura che si metterà in contatto con il lodge per farci venire a prendere, oramai lo sappiamo, sarà … mora mora.

Infatti, passano le ore e noi siamo lì, 4 viaggiatori allo sbaraglio, nel mezzo del parco naturale, sta calando la sera, è buio e freddo. In lontananza vedo i fari di un piccolo bus, senza pensarci due volte mi butto in mezzo alla strada e chiedo soccorso, è un pullman di turisti che stanno andando al parco, caricano noi e i nostri bagagli e ci portano fino all’entrata del lodge.

Sarà da pazzi, ma questo inconveniente ci ha fatto divertire tantissimo.

La mattina dopo Ranomafana regala un inaspettata splendida giornata, da queste parti piove tanto è raro trovare bel tempo, in programma c’è un giro fino alle cascate e al belvedere.

Dopo un po’ che cammino avvisto un bellissimo camaleonte foglia e i primi lemuri dorati, che stanno al sole sulle cime degli alberi.

Il parco è molto bello con una folta vegetazione, ruscelli, cascate, farfalle gigantesche, orchidee selvatiche e varie piante medicinali.

Ranomafana  – Fianarantsoa  km 60 2 ore etnia Betsileo

Di ritorno dal trekking ci aspetta macchina e autista nuovi, salutiamo la vecchia e sgangherata auto, Andrea, la foresta pluviale, e riprendiamo il cammino. Il nuovo autista mi piace subito, parla correttamente francese, è molto esperto e pratico della zona e regala tantissime informazioni interessanti.

Arrivo a Fianarantsoa, piacevole cittadina costruita su più livelli, accetto la proposta di un giovane ragazzo del posto e insieme a lui, visito haute ville. Molti palazzi dalla pregevole architettura sono stati restaurati da una ricca americana, con ottimi risultati.

Faccio una visita anche al  laboratorio di Pierrot Man, il fotografo più famoso del paese, dove ammiro foto favolose scattate in giro per il paese.

Il viaggio negli altopiani del Madagascar non finisce qui, seguimi nella seconda tappa; Gli animali del Madagascar e la riserva Anja.

16 commenti

  1. Eliana

    Hai fatto più o meno il viaggio che ho fatto io, almeno nella prima parte. Gli imprevisti in Madagascar sono stati all’ordine del giorno 8ci si è scassato 3 volte il messo nel giro di 13 giorni) senza contare la presenza di ragni giganti nelle stanze… Ma quanto ho amato questa terra!

  2. Teresa

    Che meraviglia che deve essere il Madagascar, è uno dei miei tanti sogni. Soprattutto mi piacerebbe vedere il Parco degli Tsinghi e il Viale dei Baobab (oltre naturalmente ad un rilassante soggiorno al mare)!

  3. Lucia

    hai fatto un viaggio veramente da sogno. Mi piace molto il tuo itinerario in mezzo alla natura con paesaggio mozzafiato. Non avevo considerato il Madagascar ma leggendo il tuo articolo mi è venuta voglia di andarci.

  4. Libera

    Ma che luogo da sogno! Il Madagascar non l’ho ancora visitato ma deve essere uno di quei viaggi che ti cambiano la vita, o sbaglio?

  5. antomaio65

    Adoro i tuoi articoli sul Madagascar! Conosco bene la strada da Tana a Fianarantsua.. l’ho fatta la vigilia di Natale stipata in un’auto con bambini, valige e rami di lychees. Un’esperienza indimenticabile

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