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Alor l’arcipelago che rimane nel cuore

Alor l’arcipelago indonesiano che con il suo mare riesce a stupire anche i diving più esperti

I Viaggi di Bru

Economia

Gli abitanti praticano principalmente un’agricoltura di sussistenza e ovviamente la pesca.  

Nelle foreste si raccoglie il legno di sandalo per il commercio, recenti esplorazioni geologiche hanno scoperto preziose risorse come gesso, caolinite, petrolio, gas naturale, stagno, oro e diamanti.

Religione

Come spesso accade in Indonesia le religioni sono varie, circa tre quarti della popolazione è protestante, il resto sono musulmani, e cattolici.

Rituali e tradizioni animistiche sono ancora fortemente praticate da tutta la popolazione .

Lingua

Nell’arcipelago di Alor si parlano più di quindici diverse lingue native, la maggior parte della quale classificate come Papuasiche, includono Abui, Adang, Hamap, Kabola, Kafoa, Woisika, Kelon e Kui e l’Alorese

Clima e temperature quando andare ad Alor

Il periodo migliore per un viaggio in quest’arcipelago è da Aprile a Settembre.

Antichi tamburi moko in mostra in un villaggio di Alor

Arte e cultura

A Kalabahi è possibile visitare il piccolo museo dei 1000 Moko, questo arcipelago è famoso per questi tamburi dalla forma a clessidra, sono realizzati in bronzo scolpito, si ritiene siano originari del Vietnam, arrivati fino ad Alor e usati come moneta nel commercio del legno di sandalo.

Siamo andati a visitare il piccolo museo che hanno aperto apposta per noi, ci sono conservati circa 1.000 moko di cui alcuni molto antichi e pregiati , ancora oggi in queste isole i Moko sono parte essenziale della dote di una sposa, il museo espone anche una collezione di antichi tessuti Kawate.

Come arrivare

Partendo dall’aeroporto Mali di kupang a Timor con un volo bielica della Wings Air che atterra nel piccolo aeroporto dell’isola, una striscia di asfalto che appare come dal nulla nell’azzurro del mare, l’atterraggio di se è già un’esperienza indimenticabile.

Un’altra possibilità per chi viaggia senza nessuna fretta è il traghetto che impiega circa dodici ore da Kupang a Larantuka, da li occorre prendere un’altra barca locale che in circa 1 ora arriva fino al porto di Kalabahi.

Alor viaggio alla ricerca dei Tamburi Moko

Da Bali con un volo Lion Air raggiungo Kupang , capoluogo di Timor Ovest.

Passo a Kupang solo una giornata, giusto il tempo per dare uno sguardo al suo coloratissimo mercato del pesce che si tiene lungomare.

Sarebbe bello dedicare qualche giorno a un tour tra i villaggi di quest’isola, purtroppo questa volta non riesco mi riprometto di farlo in un’altra occasione.

Il mattino dopo un bielica della Wind Air con un breve volo panoramico mi porta verso la mia destinazione finale , Alor .

Il minuscolo aeroporto di Mali si trova nella punta estrema, subito dopo la bella isoletta di Sika che ha una lunga striscia di bianca sabbia affiorante circondata da una bassa laguna turchese.

Alor ha una forma molto particolare, due isole quasi parallele, kecil e Besar unite da un istmo che forma un ampio fiordo dove sorge la capitale Kalabahi.

La meta iniziale di questo viaggio è la minuscola isola di kepa, che raggiungo con 1 ora di auto e pochissimi minuti di barchetta locale.

Kepa piccolo segreto

Kepa è uno di quei piccoli meravigliosi segreti che tanto amo scoprire in questo paese, poche casette di pescatori, gente sorridente, un paio di semplici homestay e nessun servizio turistico.

La nostra homestay il Marangi Kepa ha quattro capanne di legno e paglia che si affacciano sullo stretto canale che separa l’isoletta da kecil.

Dalla camera è possibile ammirare la trasparenza del mare, che degrada immediatamente in blu inchiostro e dove una fortissima corrente crea vortici e mulinelli tanto da sembrare un torrente in piena.

La camera è basica ma pulita e ordinata, il bagno all’aperto ha la doccia di acqua fredda e desalinizzata, non essendoci la corrente per caricare le batterie e i cellulari c’è un piccolo generatore che viene accesso dalle 18.00 alle 20.00.

Il cibo viene preparato dalle donne del piccolo villaggio, sono piatti semplici ma gustosi e fatti freschi al momento, a base di pesce, uova, pollo, verdura e frutta, a nostra disposizione durante tutta la giornata il necessario per prepararci caffè indonesiano o tè e acqua da bere .

Meravigliosi Incontri con i delfini e antiche tecniche di pesca

Le tumultuose acque dell’oceano intorno all’arcipelago di Alor sono incontaminate e ricche di vita, è facile avvistare gruppi di questi bellissimi animali che giocano felici.

In quest’arcipelago è possibile vedere i pescatori ‘bubu‘, con le loro tradizionali trappole di bambù

pescatori bubu le loro trappole per pescare tipiche di Alor

Kepa è minuscola con baie perfette di sabbia candida e incontaminate, talmente belle e solitarie da non sembrare reali ma è il mondo d’acqua che la circonda la sua cosa più preziosa, un tripudio di colori accesi e splendenti brulicanti di vita .

Snorkeling nell'incanto di kepa la piccola isola di alor

Geografia

L’arcipelago di Alor è un gruppo d’isole del Nusa Tenggara Timur, situato tra il Mar di Flores e quello di Sawoe, Alor è l’isola più grande le altre sono Pantar, Kepa, Buaya, Ternate.

Quest’arcipelago lontano custodisce tante meraviglie, quelle uniche sottomarine che ne fanno una delle destinazioni più appetibili per i diving e per conoscere la sua cultura unica arrivata quasi intatta fino ai nostri giorni.

Alor besar e alor kecil sono unite da una stretta striscia di terra, hanno un’area complessiva di circa 2.800 km², Kalabahi il capoluogo è anche l’unica città dell’isola.

Alor ha origini vulcaniche e una superficie molto rocciosa, la zona intorno a Kalabahi è l’unica area pianeggiante, gli olandesi fondarono per questo motivo in quest’aerea la capitale e il porto principale.

L’arcipelago è di una bellezza selvaggia e rude con panorami meravigliosi, ma il suo tesoro più prezioso si trova sotto il livello del mare, infatti, da queste parti si trovano i migliori posti dell’Indonesia dove fare snorkeling e immersioni, con la presenza di un mondo sottomarino incontaminato e ricco di giardini di variopinto corallo e di un’eccezionale biodiversità marina .

Le correnti sono molto forti e pericolose, è consigliabile fare queste attività con qualcuno che conosce molto bene la zona e usando sempre la massima prudenza .

Siamo nell’Indonesia più estrema e meno nota, lontana dalle rotte turistiche, si spingono fin qua solo esperti appassionati di subacquea o viaggiatori che vogliono percorrere sentieri ancora non battuti dal turismo .

Alor , il sorriso della gente .

Da kepa parto a malincuore, cosciente che angoli di mondo come questo sono sempre più rari, la barchetta mi riporta nella terraferma, se cosi si può definire una scheggia d’isola persa nell’oceano, Alor kecil.

La prima tappa è a sud, dove soggiorno nell’unica struttura esistente,un bungalows statale con servizi indonesiani, moquette scolorita mezza scollata e puzzolente, un mandi al limite della decenza, la colazione e gli altri pasti li definirei inqualificabili

La sua unica fortuna è quella di affacciarsi su una bella baia e di essere nella posizione perfetta per fare escursioni in scooter.

bambini ad alor indonesia

La strada che percorre la litoranea di nord ovest è stretta ma quasi tutta asfaltata, a tratti diventa più accidentata, percorrendo questo tratto di strada Alor ti conquista subito, orti e campi coltivati, tratti di mangrovie, piccoli villaggi, saline rudimentali e infine il suo meraviglioso mare

Con lo scooter arriviamo fino a Kokar, un angolo di mondo antico, da lì la strada prosegue nell’interno inerpicandosi sulle colline per poi sbucare a pasir putih.

Bellissimo passare il tempo guardando i pescatori, scambiare gesti sorrisi e parole con la gente dei villaggi, scattare foto ai bimbi che ti scorrazzano incontro ridendo.

Il nulla intorno, solo il sorriso della gente e tu che ti chiedi stupito , perché ti senti come se fossi di fronte alla più grande opera d’arte mai vista …

Emozioni che rimangono nella mente, indelebili e che nessuno potrà mai cancellare.

Bampalola

Era vicino, mi era parso di aver visto un cartello che ne indicava l’ingresso, ma dopo aver imboccato una stradina nell’interno , ci siamo persi.

Anche se non sono riuscita a visitarlo, scrivo quel poco che so’ di questo villaggio: Le sue case tradizionali sono chiamate laka tuil, la storia narra che qui sia arrivato l’islam, poi sparsosi tra le isole, grazie a una coppia di figure semi-mitiche“scese dal vulcano”.

Takpala

Questo villaggio arroccato su una collina vista mare, è costituito da quindici case tradizionali, chiamate Rumah Lopo, costruite in bambù e con il tetto in foglie di palma alang alang.

Tredici di queste case sono le kolwat, non hanno pareti e sono costruite su quattro piani, quell’inferiore serve per cucinare e per riposare, gli altri piani servono per stivare i prodotti alimentari come mais e riso.

Sono salita tramite una scaletta traballante fino al piano più alto di una di queste abitazioni, dove la proprietaria mi hanno mostrato il suo tesoro, una coppia di antichi e bellissimi tamburi moko .

Le altre due abitazioni, chiamate kanuarwat, sono tabù e solo alcune persone possono entrarci, hanno le pareti di palma intrecciata e un ornamento particolare sul tetto che benedice il villaggio.

Una volta il popolo Abui faceva affidamento solo sulla foresta per soddisfare le proprie necessità quotidiane, raccogliendo cereali e semi, che oggi sono usati anche per creare piccoli souvenir da vendere ai pochi turisti che arrivano fin qua.

Il villaggio a mio parere, ha perso un po’ della sua autenticità a favore dei pochi turisti che arrivano fin qua, ma lo stile di vita di questa gente è ancora molto interessante sotto il profilo antropologico.

villaggio di Takpala ad Alor , uomo Abui con arco e frecce

Kalabahi

Kalabahi mi è piaciuta, inaspettatamente pulita e ordinata, con uno splendido colorato mercato da dove non sarei più venuta via.

I bemo dai colori sgargianti decorati da serigrafie “modaiole “ interno in pelliccetta rosa flou, collane di cuori con scritto love e casse acustiche degne di una discoteca.

La gente dalle fattezze Papuasiche con capelli ricci e crespi dalle sfumature rossicce, che ti osserva con curiosità con il sorriso di rosso betel che masticano quasi incessantemente.

Ci siamo sentiti importanti mentre visitavamo il minuscolo e ordinato museo dei 1.000 moko, tutti cercavano di darci indicazioni e mostrarci le cose più interessanti da vedere.

Degna di nota La spiaggia di Maimol e la piccola isola di Sika dove è  facile avvistare i Dugongo.

E infine quella che io ho definito la baia perfetta ! Pasir Putih, deserta incontaminata e splendida nel suo essere selvaggio, per arrivarci occorre più di 1 ora di auto da Kalabahi in una strada abbastanza dissestata che attraversa villaggi che sembrano appartenere a un’altra epoca.

Riflessioni di Viaggio

Mentre preparavo questo viaggio qualcuno mi aveva detto che non avrei trovato nulla di interessante ad Alor, dipende da quello che uno va cercando, io ho trovato tanto … Meravigliosa Alor .
Ti è piaciuto il mio viaggio ad Alor, vorresti farne uno simile, Contattami 

La bella baia solitaria di Pasir putih ad Alor
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